Quanto costa un pezzo di spiaggia a Rimini? Un ottimo affare

Il 2023 si presenta con una sorpresa importante relativamente alle concessioni balneari, ecco a quanto è sceso il prezzo a Rimini e dintorni

Concessioni Balneari Rimini bonificobancario.it
Concessioni Balneari Rimini (Foto AdobeStock) – bonificobancario.it

Uno dei temi più dibattuti nella campagna elettorale per il voto dello scorso 25 settembre è stato quello delle concessioni balneari. Un dibattito che è stato, al tempo stesso, fonte di asperrimi scontri e frutto di nuove e più avanzate proposte.

Ma come spesso accade in questi casi le idee in campo non vanno di pari passo con le procedure amministrative. E soprattutto con le coperture finanziarie. Tanto che ad oggi, inizio di gennaio 2023, la situazione è rimasta sostanzialmente intonsa.

Le scadenza balneari attuali andranno in proroga fino al 31 dicembre 2023 con la possibilità, ancora non definita nei dettagli, di cambiare tutto, lato Stato italiano dal 1 gennaio 2024

Rimini, quanto costano davvero la concessioni balneari

La cristallizzazione della situazione attuale, in sostanza, demanda alle regioni e soprattutto ai comuni la gestione dell’esistente. Con gravi ed evidenti distorsioni e soprattutto mancati guadagni per le casse pubbliche.

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Il caso di scuola è quello che accade e Rimini, cuore del turismo nella Riviera romagnola, dove il meccanismo introdotto produce diverse situazioni singolari.

Partiamo dalla tipologia di concessione, a Rimini è di tre tipi, l’autorizzazione per l’attività di mosconaio, meglio conosciuto come pattino, la concessione per aprire un chiosco con bar e ristorante e la concessione relativa al bagnino.

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In tutto il resto della parte bagnata dal mare della Regione Emilia-Romagna la concessione è unica. E qui arriva il bello. Il canone minimo a Rimini è stimato in 3.770 euro ma, è un canone univoco, per tutte e tre le concessioni. E già qui si profila la prima sperequazione con bar e ristoranti che pagano la stessa cifra dei concessionari di bagnino e pattino.

Ma non solo. Basandosi su queste cifre, e traslandoli sulla quantità di arenile disponibile, circa un milione e 600.000 metri quadrati, l’incasso stimato è di poco meno di 3 milioni. Un incasso di 3 milioni per un patrimonio di questa portate è bassissimo. Ma ancora peggio la sua valorizzazione che, calcolatrice alla mano, è di 2 euro a metro quadro.

Una sperequazione importante soprattutto se rapportata alla differenza degli incassi tra bar e ristoranti con quelli del mosconaio e dei bagnini. Per non parlare della differenza, abnorme, tra gli stessi titolari di concessione per un chiosco sulla spiaggia e i bar ed i ristoranti senza affaccio sul mare. E che in più pagano, spesso, l’affitto del locale e l’occupazione di suolo pubblico. Da rivedere.