La pressione fiscale è il primo problema degli italiani

Crisi economica non significa necessariamente stallo, anzi, in Italia le cose stanno cambiando: la pressione fiscale ad esempio sta salendo.

Aumento pressione fiscale Italiani preoccupati studio Istat
(Adobe)

Lo ha rilevato uno studio dell’Istat condiviso in un recente report: in Italia la pressione fiscale sta aumentando, i redditi e i consumi crescono ma i risparmi calano drasticamente. E di ciò non c’è certo da stupirsi, dato il momento di crisi economica e inflazione che stiamo affrontando da più di un anno a questa parte. I dati dell’ente statistico parlano chiaro e mettono a confronto il primo trimestre del 2022 con quello del 2021.

Il reddito delle famiglie in termini nominali è aumentato dell’1,9% e i consumi finali sono cresciuti del 4,1%. Ma attenzione, poiché la propensione al risparmio delle famiglie è calata di 1,9 punti percentuali, attestandosi a inizio dell’anno scorso sul 7,1% di contro al 9% del 2021. A frenare gli Italiani vi sono diversi fattori, non ultima una pressione fiscale in aumento.

Pressione fiscale in aumento: quali sono le riforme governative al riguardo?

Tanto che nel terzo trimestre del 2022 la pressione fiscale è stata pari al 42,7%, in aumento di 1,9 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. In periodo di crisi economica una notizia simile non può certo far piacere, tanto che la pressione fiscale, al fianco del caro-bollette dovuto alla crisi energetica, è tra i fattori che maggiormente preoccupano le famiglie.

Quella del caro-bollette, in effetti, è anche tra le questioni più impellenti per il governo. La maggior parte dei fondi statali è infatti destinata ad affrontare la crisi energetica. Tra le altre misure fiscali possiamo annoverare l’annullamento delle cartelle esattoriali inferiori a 1.000 euro, ma solo se antecedenti al 2015.

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Ma anche la riforma degli scaglioni reddituali Irpef. L’intenzione del governo guidato da Giorgia Meloni è infatti quella di diminuire le fasce di reddito, portandole da 4 a 3. Si tratta ancora di una proposta in lavorazione, che tuttavia comporterebbe una contribuzione del 27% per tutti i redditi compresi tra 15mila e 1 e 50mila euro.

Infine possiamo ricordare la flat tax, manovra introdotta per le Partite Iva che porta il limite per usufruire del regime forfettario da 65mila a 85mila euro.

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