Bonus 150 Euro in arrivo: chi ne ha diritto ora

In arrivo uno degli ultimi pagamenti del secondo bonus anti inflazione del governo Draghi da parte dell’Inps

Bonus 150 euro (Adobe) – Bonificobancario.it

Una buona notizia dall’Inps è in arrivo. Infatti, ci sono ancora destinatari residuali delle misure di sostegno risalenti al governo Draghi. Si tratta dei bonus anti inflazione voluti dal precedente governo italiano al fine di sostenre i redditi dall’aumento dei prezzi. Le misure, come è ben noto, furono due in questa direzione.

Dapprima venne erogato il bonus da 200 euro una tantum per i redditi fino a 35.000 euro per diverse categorie di lavoratori e pensionati. Successivamente arrivò un nuovo bonus, da 150 euro, per una platea di lavoratori e pensionati più piccola, ossia con redditi fino a 20.000 euro annui.

Bonus 150 euro, in arrivo i pagamenti ai disoccupati

Il pagamento che sta per arrivare riguarda proprio quest’ultimo caso. Infatti, è il turno dei lavoratori che al mese di novembre 2022 percepivano la NASpI o DIS-COLL. Cstoro stanno pe rricevere il pagamento del bonus da 150 euro sul conto. Nello specifico la data di erogazione oscilla tra il 27 di febbraio e il 3 marzo.

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Per i percettori di Naspi e dis-coll, quindi, bisogna controllare il conto in queste giornate. Tuttavia, andando a scandagliare il portale dell’Inps è possibile scoprire se il proprio bonus è stato predisposto per il pagamento. Per entrare nel portale dell’istituto di previdenza sociale italiano è necessario avere lo Spid oppure la Cis, o la carta d’identità elettronica.

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I primi a percepire il bonus furono, nell’ordine, i pensionati, a novembre e i lavoratori dipendenti. Poi nel tempo sono stati erogati agli altri lavoratori fino ad arrivare al turno dei disoccupati. Nel seguito non sono previsti altri bonus in tal senso. Infatti, al momento il nuovo governo itaiano non prevede emissioni di questo tipo. L’esecutivo è intervenuto sul cuneo fiscale per chi ha la busta paga aumentando dell’1 per cento il taglio che era stato già deciso al 2 per cento dal governo precedente guidato da Mario Draghi.

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