Coldiretti lancia S.O.S. : “2021, l’anno nero della frutta Made in Italy”

La produzione di frutta in Italia corre un serio rischio. L’allarme di Coldiretti è chiaro: “Il 2021 è l’anno nero della frutta made in Italy”.

frutta
Frutta – Pixabay

Secondo l’analisi di Coldiretti, la situazione della frutta made in Italy è davvero grave.

Ad infierire sulla normale produzione di frutta è ancora una volta il cambiamento climatico. Condizioni ambientali estreme come le gelate o il caldo afoso provocano gravi danni ai raccolti, minando tutta la produzione fruttifera.

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Durante il Macfrut di Rimini, avvenuto in data 7-9 Settembre 2021, la Coldiretti ha allarmato così gli spettatori:

“L’andamento climatico anomalo con l’inverno bollente, il gelo in primavera ed una estate divisa tra caldo africano, siccità e violenti temporali hanno prima danneggiato le fioriture e poi i frutti con i raccolti Made in Italy che sono scesi al minimo da inizio secolo”.

L’allarme di Coldiretti sui raccolti Made in Italy

Acquisti in negozio
Acquisti in negozio (foto da Pixabay)

Il 2021 ha portato gravi danni ai raccolti italiani. Numerosi saranno i cali sulla produzione di frutta e riguarderanno diverse tipologie di frutta.

Secondo Coldiretti a risentire di questo cambiamento climatico non è solo il diretto consumatore del prodotto, ma anche l’economia internazionale.

“Il settore ortofrutticolo nazionale garantisce all’Italia 440 mila posti di lavoro, pari al 40% del totale in agricoltura, con un fatturato di 15 miliardi di euro all’anno tra fresco e trasformato grazie all’attività di oltre 300 mila aziende agricole su più di un milione di ettari coltivati in Italia e vanta ben 113 prodotti ortofrutticoli Dop e Igp”.

E’ necessario, secondo Coldiretti, trovare presto delle soluzioni operative e praticabili per far si di contenere gli ingenti danni che il cambiamento climatico sta portando con sé.

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L’European Severe Weather Database ha stimato il calo di diverse tipologie di frutta nel dettaglio. Il calo più drastico riguarda la produzione di pere con una riduzione del 69%. A seguire le pesche che si riducono del 48%, con le albicocche ridotte del 37%. A risentire di meno del cambiamento climatico sono le mele con un calo produttivo del 12% e le ciliegie con un calo del 20%.