Crisi energetica e sostenibilità ambientale, il ritorno dei combustibili fossili

I piani di sostenibilità ambientale sono messi in discussione dalla sempre più imminente crisi energetica. La lotta è tra le fonti di energia rinnovabile e i combustibili fossili.

petrolio
Industria di petrolio – Pixabay

L’odierna  crisi energetica è ormai diventata un problema mondiale che sta pian piano mettendo in ginocchio l’intero pianeta.

Il pianeta è messo a serio rischio dall’inquinamento e dall’essere umano, sempre più propenso al consumismo massivo.

Tuttavia, la crisi in atto non riguarda unicamente l’impatto ambientale, ma incide inevitabilmente anche su diversi fronti, primi fra tutti l’aspetto economico e quello politico.

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La lotta perenne tra energie rinnovabili e combustibili fossili questa volta sembra essere vinta da questi ultimi.

In Europa, infatti, le fonti rinnovabili stanno perdendo terreno a causa di diversi fattori in ballo. I combustibili fossili come petrolio e carbone sembrano, infatti, avere un prezzo minore dell’energia rinnovabile. La motivazione di questo trend risiede sorprendentemente nel fatto che le fonti di energia rinnovabile impiegano elevati costi di produzione ed una sempre più forte richiesta durante la stagione estiva, affiancata da una scarsa produzione di gas naturali durante lo stesso periodo.

Crisi energetica: il carbone riacquista il suo primato

Miniera di carbone
Escavatore in una miniera di carbone – Pixabay

I combustibili fossili tornano in auge. Primo fra tutti il carbone, con una produzione fortemente aumentata nel 2021.

In particolare, per far fronte alla crisi energetica la produzione di carbone in Cina è aumentata per un totale di 98.4 milioni di tonnellate, a seguito di una richiesta mossa dalle autorità competenti della Mongolia nei confronti di 72 miniere.

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Le conseguenze di questa richiesta sono state inaspettate e sconvolgenti. Il prezzo del carbone, infatti, è sceso ai minimi storici, con una diminuzione che raggiunge il 6.7%.

Ciò si contrappone alla politica di sostenibilità ambientale proposta da Pechino, dove l’obiettivo era quello di rendere la Cina un Paese ad impatto zero entro la fine del 2060, con una chiusura totale delle miniere di carbone in tutta la nazione, comportando non pochi dubbi per il futuro del paese.