Pagamenti e controlli: le modalità che accendono i riflettori del Fisco

Quali sono i metodi per i pagamenti, oltre al contante, che potrebbero far scattare i controlli del Fisco.

Euro
(Getty Images)

Da molti anni, soprattutto per sconfiggere l’evasione fiscale, lo Stato scoraggia sempre più l’utilizzo del contante. L’ultima trovata è stato il Cashback, uno strumento che al consumatore restitutiva il 10% delle spese effettuate con carta di credito, ma che al contempo ha tentato – seppur temporaneamente- di incentivare la popolazione ad utilizzare un metodo di pagamento tracciabile.

Eppure non solo il contante sarebbe un mezzo di pagamento che accenderebbe la lampadina del controllo nel Fisco. Ne esistono altri che darebbero il via ad operazioni di accertamento.

Pagamenti e controlli: le modalità che fanno scattare le operazioni di accertamento

Carta di credito
(Michal Jarmoluk – Pixabay)

Il contante sarebbe il metodo di pagamento meno gradito al Fisco. Uno strumento con cui sarebbe facile eludere i controlli e così tessere la tela dell’evasione. È per tale ragione che nel corso degli anni, i Governi hanno sempre cercato di disincentivarne l’utilizzo.

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Eppure non sarebbe l’unico che potrebbe dare il via ai tanto temuti accertamenti. Le carte elettroniche, ad esempio dovrebbero essere impiegate per le spese detraibili al 19% ai fini Irpef, riporta Il Giornale. Secondo il disposto normativo tale operazione deve essere tracciabile: unica eccezione sussisterebbe per le spese d’acquisto di farmaci o comunque di ordine sanitario. Per non sbagliare, tuttavia, l’indicazione maestra per usufruire delle compensazioni è quello di utilizzarle sempre onde evitare di non vedersi riconosciuta poi la spendita.

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Altro piccolo alert potrebbe essere accesso corrispondendo affitto e spese condominiali in contanti. Per questi ultimi non è possibile superare il tetto massimo di 1.999,99 euro in contanti. Agendo contro tale disposto la sanzione è quasi certamente assicurata. Stando ad alcune indiscrezioni, riporta Il Giornale, a partire dal prossimo anno, peraltro, questa soglia potrebbe essere addirittura abbassata sotto i mille euro, precisamente 999,99.

A ciò si aggiunge – e forse questo lo sanno in pochi- che l’Agenzia delle Entrate può effettuare operazioni di verifica su tutte le spese che superano il 20% dei redditi dichiarati dal singolo contribuente. E ciò appunto per scongiurare la possibilità di evasione.