L’Italia a rischio seconda crisi economica. il motivo

Crisi dei carburanti. Dopo la crisi economica causata dalla pandemia del virus Covid-19, arriva anche quella per un accordo mancato.

Summit
Summit (foto da Pixabay)

Non ci sono stati particolari allarmismi da parte degli Stati Membri quando è stato avanzato l’evidente il pronostico secondo il quale, nella situazione attuale, i prezzi dei carburanti non scenderanno, ma al contrario continueranno a salire. Così si è aperto il summit del Consiglio straordinario dei ministri dell’Energia Ue a Lussemburgo, che però non ha raggiunto un’intesa.

Una divisione fra i ministri è quella che ha portato all’impossibilità di trovare un accordo e rendere i prezzi dei carburanti fissi e accettabili. Situazione molto scomoda dato che nessuno può permettersi di non rifornirsi o di risparmiare sui carburanti.

La Germania e altri otto Paesi hanno presentato un documento firmato per un rifiuto categorico a qualsiasi riforma del mercato dell’energia. E poco prima della ministeriale il fronte ‘liberale’ aveva ottenuto l’appoggio anche di Belgio e Svezia. La Sagna, invece ha presentato un documento ufficioso nel quale si avanzavano proposte come quella di separare i prezzi dell’elettricità da quelli del gas, o la messa in atto di misure anti-speculative, nonché la possibilità di un Paese membro di poter intervenire autonomamente sulla gestione dei prezzi energetici.

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Nulla di tutto ciò è andato a buon fine e l’Italia torna a casa cercando di mettere toppe dove ci sono grosse perdite. Qualcuno parla già di un blackout del gas in tutto il Paese.

Il prezzo dei carburanti e l’Italia

Rifornimento carburante
Rifornimento carburante (foto da Pixabay)

A quanto pare siamo difronte a una situazione senza precedenti, ma sempre per il verso sbagliato. Secondo i dati del ministero della Transizione Ecologica, in modalità self service la benzina è arrivata a 1,746 euro al litro, il gasolio a 1,608 e il Gpl a 0,826. In base all’analisi dell’Unione consumatori, il prezzo del gasolio non è mai costato così tanto dal 2014.

Solo rispetto all’inizio di quest’anno benzina e diesel ora costano ben il 21% in più. Forse per gli altri Stati pagare così tanto non è un problema ma per l’Italia, che è in crisi da anni, la situazione preoccupa. Una misura di salvaguardia, per il breve periodo, a cui sta puntando Roma è l’acquisto volontario di stock di gas comuni.

Tutto è stato rimandato a dicembre, ma per allora i consumatori non dovranno essere in bolletta. Le misure a cui aspira il ministro della Transizione Ecologica, saranno in linea con gli interventi suggeriti dalla commissione. Per ora l’obiettivo è proteggere i più vulnerabili e le imprese ma non si è ancora espresso nessuno sulle modalità in cui tutto ciò verrà effettivamente attuato.

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Intanto le preoccupazioni continuano soprattutto con l’avvicinarsi del Natale, periodo di grande ricrescita per l’economia della Nazione, che quest’anno rischia la crisi a causa dei prezzi dei carburanti. Il ministro della Transizione Ecologica assicura che al momento ci sono riserve sufficienti per evitare un blackout, ma non ci sono buone prospettive all’orizzonte per impedire danni devastanti all’economia italiana nei prossimi mesi.