Smart Working, cosa succederà nel privato? Le ultime dal Ministro del Lavoro

Lo Smart working per la pubblica amministrazione è stato ridefinito, ma per settore privato quali saranno le regole? A breve importanti novità.

Smart working
(StartupStockPhotos – Pixabay)

Il Covid ha costretto il pianeta a ridefinire la propria quotidianità. Durante il lockdown numerosi i lavoratori che hanno iniziato a svolgere, per la prima volta, la propria attività da remoto. Una condizione continuata anche dopo le riaperture e che ancor oggi viene utilizzata seppur con regole differenti. E proprio circa le sue modalità, nuovi assetti normativi sono stati già resi noti ai dipendenti della Pubblica Amministrazione. Ma per quanto riguarda i privati, invece? Di seguito cercheremo di chiarire il quadro e le prospettive per il futuro.

Smart working, a breve accordo quadro per il settore privato

Smart Working
(StartupStockPhotos – Pixabay)

Lo smart working ha ridefinito non soltanto la modalità di lavoro, ma anche gli orari, l’approccio alla propria attività e da un punto di vista umano una ridefinizione degli spazi.

In Italia, il lavoro da remoto, è stata una vera e propria rivoluzione. In passato alcune aziende avevano iniziato questo processo, ma con la pandemia quello che era iniziato come un esperimento in pochissimo tempo è dovuto divenire la regola senza non poche criticità. Per tale ragione il Governo è dovuto intervenire repentinamente, per cercare di eliminare tutte quelle incongruenze emerse nel corso della sua attuazione.

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Da principio, questa modalità non è stata ben accolta dalla Pubblica Amministrazione, che – però- con il passare del tempo pare essersi ricreduta, seppur con le dovute cautele. Il Ministro Renato Brunetta, ha infatti rimodulato il suo svolgimento, non eliminando del tutto lo smart working ma dandogli una nuova impostazione. Attraverso delle linee guida ben precise ha ristrutturato il lavoro agile affinchè non si creino disservizi all’utenza.

I dipendenti della PA, dunque, svolgeranno la propria attività in maniera mista con presenza anche in ufficio. Ridefiniti anche i criteri degli orari, i turni di riposo e le assenze. Un assetto ben strutturato, dunque, che però non ha trovato gli stessi contorni di certezza per i privati.

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Per questa categoria di lavoratori, infatti, ancora si viaggia in zona grigia. In questi giorni all’interno delle aule parlamentari – riporta Trendonline– si sta proprio cercando di trovare la quadra sul punto. In particolare, sul punto si sarebbe espresso il Ministro del Lavoro Andrea Orlando il quale ha voluto rasserenare gli animi affermando che sono iniziate le trattative con le parti sociali e che entro la fine del mese verrà istituito un tavolo tecnico per trovare un accordo.

A breve, quindi, anche per il settore privato vi saranno nuove regole che andranno a ridefinire il mondo dello smart working.