Dipendenti statali, previsti considerevoli aumenti sugli stipendi: il motivo

Attraverso il rinnovo del pubblico impiego per il triennio 2019-21, si cercherà di modificare le anomalie sugli stipendi dei dipendenti statali.

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Per appianare le divergenze retributive all’interno dei diversi comparti della Pubblica Amministrazione è stato effettuato un intervento di grande portata. Attraverso il rinnovo del pubblico impiego per il triennio 2019-21 si è, infatti, cercato di correggere delle “anomalie” che da sempre creavano disparità di trattamento tra dipendenti dei Ministeri, ad esempio, e quelli di Enti come Inps, Inail ed Agenzia delle Entrate.

Pur avendo tutti lo stesso “datore di lavoro”, in alcuni casi dipendenti con la stessa qualifica ma operativi presso differenti strutture percepivano un trattamento economico del tutto differente. Tuttavia la previsione normativa sembrerebbe ulteriormente amplificare il problema. Per questo è intervenuta l’Aran.

Pubblica Amministrazione, stipendi in aumento: il motivo

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Appianare le divergenze. Questo l’obbiettivo della Pubblica Amministrazione che attraverso il rinnovo del pubblico impiego per il triennio 2019-21 ha voluto eliminare quelle disparità di trattamento tra suoi dipendenti con le stesse mansioni, ma appartenenti ad enti o uffici differenti.

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Grazie a quanto previsto dal rinnovo, riporta Money.it, però gli stipendi saranno aumentati tutti del 4,25%. Ciò significa, quindi, che chi guadagnava di più continuerà a farlo.

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Per coloro i quali sono in servizio presso i Ministeri con la qualifica di funzionario di area 3, il suo stipendio aumenterà di ben 1.153,00 euro, che all’anno si traduce 28.291,00 euro lordi. Il suo omologo, però di stanza in un’Agenzia fiscale arriverebbe ad un aumento annuo di 28.827,00 euro. Una disparità, dunque, di oltre 1.300 euro che non trova alcuna ragion d’essere considerato che si trovano nel medesimo inquadramento.

Orbene, per tale ragione è intervenuta l’Aran che ha deciso di aumentare gli stipendi dei dipendenti ministeriali così da colmare il gap con gli altri. Per raggiungere lo scopo, riporta Money.it, sarebbero stati stanziati oltre 200 milioni di euro.

In sintesi, quindi, vedranno rivisti gli stipendi meno alti e maggior rilievo sarà dato ai meriti ed alle capacità dei dipendenti. Una vera e propria riforma che andrà a rimodulare anche le aree di competenza che diverranno: operatori, assistenti, funzionari e delle alte professionalità.

Le progressioni continueranno ad essere sia orizzontali che verticali. Con una precisazione, ossia che all’interno della stessa area potranno essere effettuati massimo 6 scatti e che ogni avanzamento potrà essere compiuto solo dopo tre anni dall’ultimo effettuato.