La moneta da 50 centesimi che vale oltre 21.000 euro

Le monete rare hanno un valore decisamente superiore alla norma. Ma ce n’è una in particolare che vale oltre 21.000 euro.

Valutazione monete rare
monete rare (foto da Pixabay)

Alcune monete che appartengono al passato oggi possono arrivare a valere una fortuna.

Le più antiche e rare, tuttavia, sono quelle meglio quotate in commercio. Tra le monete del vecchio conio, ad esempio, ce n’è una cha ha un valore massimo di 379.500 euro.

Oggi soffermiamo la nostra attenzione su di una moneta dal valore inestimabile.

Si tratta della moneta da 50 centesimi di lire, anche detta “50 centesimi Impero”, che è stata coniata nell’ormai lontano 1938.

Ciò che rende particolarmente rara e di valore questa moneta è un piccolo dettaglio.

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Sulla parte frontale della moneta è rappresentato il mezzo busto del re Vittorio Emanuele III con il volto rivolto verso destra. A contornare il busto del re d’Italia vi è la frase in latino “VITT EMA III RE E IMP”, mentre sotto la base del mezzo busto del re si trova la firma dell’autore della moneta, G. Romagnoli.

Sul retro della moneta, invece, si trova un’aquila romana ad ali spiegate, poggiata sul fascio littorio. In testa all’aquila vi è la scritta in lettere maiuscole “ITALIA”, mentre al lato sinistro dell’aquila troviamo la data in cui è stata coniata la moneta, l’anno 1938. Infine, in basso troviamo il valore della moneta: 50 C, ovvero 50 centesimi.

La moneta da 50 centesimi che vale 21.850 euro: perchè vale tanto?

50 centesimi
50 centesimi di lire – foto da Greenme.it

 

Ma perchè il valore di questa moneta da 50 centesimi di lire è così elevato?

Il motivo risiede in un errore di fabbricazione.

Nel 1938 lo Stato prese la decisione di coniare le monete da 20 e da 50 centesimi in acmonital, una lega composta di ferro, cromo e nichel.

Dal 1939, quindi, le monete sopra citate sarebbero state coniate in questa particolare lega. Nel 1938, solo a scopo di collezionismo, vennero coniate 20 monete da 50 centesimi XVII del tipo “Aquila Romana”.

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Purtroppo o per fortuna 3 di queste 20 monete furono prodotte in acmonital e non in nichelio ed è questo che ha avvalorata la nota moneta.

In una asta avvenuta nel 2013 una delle monete, infatti, è stata venduta a ben 21.850 euro.