L’inflazione e il prezzo che pagheranno gli italiani, cifre inaccettabili

Una grossa somma da ammortizzare quella che tutti gli italiani si troveranno a dover pagare a fine anno. Causa è l’aumento inarrestabile dell’inflazione.

Inflazione in continua crescita
Inflazione in continua crescita (Foto da Pixabay)

Accelera ancora la crescita dell’inflazione. Il prolungato aumento del livello medio generale dei prezzi di beni e servizi in un certo periodo di tempo, che genera una diminuzione del potere d’acquisto della moneta, sembra essersi alzato del +3%.

Secondo quanto riportato dai dati Istat ci troveremmo in una situazione talmente critica che non ha precedenti almeno fino al 2012. Infatti i valori più vicini a quelli attuali si registrarono a settembre 2012 quando l’inflazione era salita fino al +3,2%.

Ad essere aumentati a livelli inaspettati sono beni di consumo di prima necessità. Nulla che stupisce forse ma che dovrebbe preoccupare, infatti il Codonas, il Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori, l’ha definita una “vera e propria emergenza prezzi”.

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La batosta che riceveranno tutte le famiglie italiane

Crisi economica
Crisi economica (Foto da Pixabay)

Inflazione vuol dire aumento di beni e servizi dei quali non si può facilmente fare a meno. Al primo posto nella crescita del prezzo ci sono i beni energetici, dal +20,2% che erano a settembre sono spaventosamente saliti al +24,9%.

Crescono anche i prezzi relativi ai trasporti che passano da un +2,0% a un +2,4%, seguono i beni alimentari e quelli per la cura del corpo e della casa. Ѐ ovvio che tali aumenti andranno inevitabilmente a pesare sulle casse di ogni famiglia di italiani che a fine anno registrerà una spesa maggiore rispetto agli anni passati, pur avendo sempre le stesse entrate.

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Stiamo parlando dei valori più alti registrati negli ultimi 9 anni, con un’inflazione che da ottobre ha subito una crescita non trascurabile del +3%. Questo porterà a una vera e propria stangata a fine anno che costituirà denaro da considerarsi perso. L’associazione consumatori parla di una cifra pari 922 euro che gli italiani si troveranno a dover ammortizzare come uscita in più sul loro libretto spese.