Tirocini, stop all’incubo del “lavoro gratis”: la Legge di Bilancio cambia la norma

Con la Legge di Bilancio 2022 si potrebbe essere arrivati ad un punto di svolta su tirocini e stage: rivoluzione in arrivo.

Lavoro
(Ronald Carreño – Pixabay)

La Legge di Bilancio 2022 ha rivisto numerose misure, tra queste anche i meccanismi di tirocini e stage. Modalità di “lavoro” che sino ad oggi hanno sempre portato ad una sorta di “sfruttamento” soprattutto dei più giovani.

Cosa cambia da oggi? Quali norme sono state inserite per modificare il sistema?

Legge di Bilancio 2022, le disposizioni su tirocini e stage

Banconote euro
(Pixabay)

Stage e tirocini da sempre sono stati uno strumento con cui i giovani hanno potuto affacciarsi al mondo del lavoro con lo scopo di apprendere, mentre dall’altro un modo con cui i datori di lavoro hanno avuto manodopera senza dover sborsare alcun compendo.

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Un meccanismo “malato” sotto certi aspetti che la Legge di Bilancio 2022 ha tentato di correggere. Con la nuova manovra, infatti, è stato disposto che dovrà esserci una “revisione della disciplina, secondo criteri che ne circoscrivano l’applicazione in favore di soggetti con difficoltà di inclusione sociale”.

Ma cosa significa esattamente? Se, riporta Money.it, ciò significasse estenderlo solo a questa categoria – nel senso più stretto, ad esempio ex tossicodipendenti- significherebbe che quasi con certezza non si potrà più parlare di formazione gratuita perché verrebbe meno il requisito dell’appartenenza al novero di chi ha difficoltà di inclusione sociale.

Eppure all’interno di questo insieme si potrebbero contare anche i disoccupati di lunga durata, ossia in cerca di occupazione da oltre un anno.

In forza dell’art.721 della Legge di Bilancio si aprono due possibili strade. Se nel concetto di “soggetti con difficoltà di inclusione sociale” si inseriscono i disoccupati i tirocini diminuirebbero ma non in maniera massiccia. Se invece venissero esclusi, allora è possibile che lo strumento a titolo gratuito scompaia quasi totalmente. A definire i contorni saranno le Regioni, uniche deputate a stabilire di questi temi involgenti la formazione.

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Ma l’articolo poc’anzi citato introduce una nuova ed ulteriore caratteristica. Ossia inserire il “vincolo d’attivazione di nuovi tirocini all’assunzione di una quota minima di tirocinanti al termine del periodo di tirocinio”. Sostanzialmente, quindi, basta a quella frenetica ricerca di giovani da far gravitare all’interno della propria attività per poi mandarli via una volta terminato il periodo.