Cozze e vongole, se le mangiamo aiutiamo il pianeta: il motivo è sconvolgente

Mangiando cozze e vongole aiutiamo il pianeta ad essere più sano: i molluschi intrappolano la CO2. Addentriamoci più nei dettagli, c’è da stupirsi!

cozze vongole intrappolano c02
(Pixabay)

Cozze e vongole sono in grado di immagazzinare anidride carbonica: è per questo che consumandole aiutiamo il pianeta ad essere più sano liberandosi da un certo quantitativo di CO2.

Per l’esattezza, 95mila tonnellate di molluschi prodotti in Italia assorbono ben 20mila tonnellate di CO2. Sono già state avanzate alcune richieste dagli acquacoltori.

Aumentare il consumo in cucina di cozze e vongole potrebbe contribuire a liberare il mare dall’acidificazione e, di conseguenza, salvare il Pianeta dal riscaldamento globale.
Esattamente come la vegetazione cattura l’anidride carbonica nell’aria, gli involucri di cozze, vongole ed ostriche, prodotte da un organo identificato come “mantello” e composti da carbonato di calcio, si formano tramite la biomineralizzazione del carbonio. Quest’ultimo viene sottratto all’atmosfera che lo contiene in forma di CO2, causa principale del riscaldamento globale.

Giampietro Ravagnan, docente di microbiologia all’Università Ca’ Foscari di Venezia, sta lanciando un progetto che vede i molluschi come un grande alleato per la salute del nostro Pianeta.
Capiamo cos’ha in mente e come possiamo contribuire tutti.

Cozze e vongole assorbono CO2: mangiamone di più, sono il nostro nuovo alleato per salvare il Pianeta

cozze vongole intrappolano c02
(Pixabay)

Il progetto si chiama Molluschicoltura 4.0. Viene portato avanti dall’Associazione Mediterranea Acquacoltori (AMA).
Curare il mare per salvare la terra” è il motto dell’Associazione, che ha ricevuto dal ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani e da quello delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali Stefano Putuanelli, una proposta d’azione per sostenere lo sviluppo del settore della molluschicoltura, sia per uno scopo alimentare sia per questo nuovo obiettivo di ecosostenibilità.

Al contrario dei giacimenti esausti di metano, i molluschi solo una risorsa assolutamente sostenibile per smaltire in quantità consistenti l’anidride carbonica. E’ un processo naturale che non costa nulla ed ha poco impatto sull’ecosistema.

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Anche l’Unione Europea suggerisce, in fatto di lotta al cambiamento climatico e alla decarbonizzazione, una produzione alimentare che non danneggi l’ambiente, con il minimo consumo possibile di energia e meno emissione possibile di CO2.

Giuseppe Prioli, presidente di Ama, spiega che il Green Deal conferisce un ruolo molto importante all’acquacoltura, riconoscendone le potenzialità. La molluschicoltura italiana costituisce il settore produttivo a minor impatto ambientale, con un basso consumo energetico e un’azione di sequestro di CO2 e contribuisce al mantenimento dell’habitat e della biodiversità.
In Italia oggi vengono prodotte oltre 95.000 tonnellate l’anno di molluschi. Alcuni studi stimano l’assorbimento di oltre 20.000 tonnellate l’anno di anidride carbonica.

Con l’obiettivo di prendersi cura del Pianeta intensificando la pesca di molluschi, si sta pensando di offrire degli incentivi ai molluschicoltori per incoraggiare l’uso di energie rinnovabili, come ad esempio biocombustibili nella navigazione e reti vegetali al posto di quelle di plastica.

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Quello di La Spezia è il primo laboratorio sperimentale candidato per il sequestro del carbonio in mare.
Parliamo di una località in cui la presenza di molluschi è particolarmente significativa e l’Enea con altri Enti Pubblici di Ricerca già parlano di attuare sistemi per il sequestro e il monitoraggio ambientale molto avanzati, che verranno utilizzati da un team di specialisti che studieranno i vari contesti territoriali.

Prepariamoci ad incrementare nella nostra cucina il consumo dei molluschi in alternativa a carne, pollame o pesce: non vengono impiegati mangimi o antibiotici nella loro coltivazione e, al contrario della produzione di carne terrestre, le emissioni di GHG sono davvero ridotte. L’impatto ambientale risulta essere estremamente competitivo rispetto alla produzione industriale di carne: quest’ultima, infatti, produce tra i 19 e i 36,7kg di CO2 per ogni kg di carne prodotto, mentre i molluschi producono solo lo 0,6 CO2/kg.
Non c’è paragone!