Personale ATA, cosa rischiano i dipendenti da settembre

E’ previsto per il 30 maggio uno sciopero per il personale ATA, ecco cosa chiedono i sindacati: tutti i dettagli della manifestazione. 

bidello personale ATA
Bidello (Facebook)

L’anno scolastico è quasi giunto al termine, ma i problemi all’interno della scuola non mancano mai. In particolare se facciamo riferimento al personale ATA che si ritrova a dover fare i conti con alcuni aspetti penalizzanti.

Per tale motivo il 30 maggio è previsto uno sciopero affinché vengano presi in considerazioni alcuni fattori da risolvere. Ecco cosa chiedono i sindacati.

Personale ATA, la regione italiana più a rischio

Il problema del personale ATA riguarda l’Italia intera, ma soprattutto la Toscana in quanto a Prato mancano almeno 40 lavoratori e alcuni istituti comprensivi a settembre rischiano di non aprire per mancanza di personale. Inoltre, restano nel limbo tutti i progetti sostenuti con l’organico potenziato.

Il 16 maggio Cgil, Cisl e Uil, Snals e Gida hanno convocato un’assemblea regionale da remoto a cui si sono collegati cinquemila persone, che si rivolgono al governo per l’Alta Scuola di Formazione, si tratta di un nuovo ente che dovrà decidere, a livello nazionale, le  linee guida della formazione dei docenti.

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“Abbiamo recuperato una quarantina di cattedre con l’organico di diritto – ha spiegato Daniela Scarlata Cisl Scuola – ma ne restano scoperte altrettante, quindi in un momento in cui si assiste a un calo demografico della popolazione scolastica si sarebbe potuto risolvere il problema delle classi pollaio invece, con questa ulteriore riduzione, rimane”.

Cgil è preoccupato per la gestione della scuola in futuro: “Abbiamo carenze anche per il personale Ata – ha affermato Filomena Di Santo Flc – in questi anni siamo riusciti a mantenere il servizio utilizzando il personale Covid, ma da settembre non sarà più possibile così ad esempio al Comprensivo Nord dove ci sono oltre 1.500 ragazzi è a rischio l’apertura e la chiusura delle scuole”.

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Un altro aspetto da non sottovalutare riguarda il mondo dei precari. Per tale cerchia si tratta di un percorso irregolare dove sono previsti 60 crediti formativi l’abilitazione e il concorso e prova finale dopo l’anno di prova.