Tonnellate di pasta e cous cous avariate: controllate in casa

I Nas hanno dato il via ai sequestri e hanno fatto scattare l’allerta alimentare: sono 19 le tonnellate di pasta e cous cous in vendita avariate e scadute da anni. 

pasta cous cous avariati
foto Canva

Pare che scaffali di alcune rivendite esponessero ingenti quantità di pasta e cous cous avariate e scadute da anni. Il Nucleo Antisofisticazioni di Bologna si è occupato di portare avanti le indagini. Ci sono state delle sanzioni e dei maxi sequestri tra il Ferrarese e il Bolognese.

I Carabinieri del Nas di Bologna, negli ultimi giorni, hanno avviato controlli molto accurati sulla gestione della filiera produttiva e distribuzione di paste alimentari.
Molte aziende sono state prese come oggetto di analisi, essendo la pasta un alimento particolarmente gettonato nella dieta del nostro Paese. I militari hanno monitorato diverse attività nella produzione e nel commercio della pasta di grano duro, pasta fresca (anche con ripieno) e altri alimenti che spesso finiscono sulla tavola degli italiani, quali riso e cous cous.

Al centro del mirino sono stati gli stabilimenti produttivi, i centri di smistamento e le rivendite tanto all’ingresso quanto al dettaglio, nelle province dell’Emilia Romagna, con maggiore concentrazione su Bologna e Ferrara.
Da questi controlli sono emerse numerose e preoccupanti irregolarità. Capiamo meglio cos’è successo.

Operazione dei Nas in Emilia Romagna: sequestrate tonnellate di pasta avariate

sequestrate tonnellate pasta cous cous scadute
(Canva)

Le irregolarità riscontrate si riferiscono al riutilizzo di prodotti scaduti molto tempo prima.
Le ispezioni dei Nas hanno portato al sequestro di ben 19mila kg tra cous cous e pasta di grano duro, in alcuni casi scaduti da un tempo superiore a 3 anni.

Leggi anche -> Prodotto IKEA ritirato dal mercato: attenzione, è allerta alimentare. Cosa si rischia

Pare sia abitudinario riutilizzare il prodotto scaduto togliendolo dalle confezioni originali e riponendolo in confezioni nuove, pronte per essere messe in commercio.
Questi scambi, tra l’altro, avvenivano in ambienti dalle condizioni igieniche non idonee, all’interno di magazzini o, addirittura, all’aria aperta senza alcuna procedura di Autocontrollo Haccp, analisi chimica, biologica, organolettica o olfattiva.

Leggi anche -> Italia ormai senza più grano: fai scorta di questi alimenti al più presto

I Nas, al termine dei controlli, hanno segnalato queste aziende alle Asl di zona. Hanno poi sanzionato gli stabilimenti con diverse migliaia di euro e avviato il sequestro degli alimenti destinati alla distruzione, togliendo ogni possibilità che vengano rimessi in commercio.