Gas, salta l’accordo sul tetto dei prezzi: ecco quanto ci costerà

Gas, l’Europa dice no alla proposta avanzata da Mario Draghi: quali sono gli interessi degli altri paesi del continente

Gas
AnsaFoto

Tutte le guerra avvenute nella storia ce l’hanno insegnato. Il più delle volte il motivo scatenante è proprio energetico e comunque sulle forniture nascono nuove battaglie. Lo stiamo venendo con l’Ucraina con la situazione che ha acutizzato la crisi già in corso.

Se costano di più le energie, maggiore è il prezzo per qualsiasi prodotto e gli effetti a catena sono devastanti. Ora il consumo di gas è minimo ma quando arriverà l’autunno le cose cambieranno.

La guerra del gas è un capitolo sempre più importante in questi mesi. Negli ultimi giorni la protagonista della storia è però l’Europa più che la Russia e in particolare il capo del governo italiano Mario Draghi.

Il Presidente del Consiglio ha infatti avanzato la richiesta di convocare per luglio un vertice europeo straordinario per cercare una soluzione al problema energetico, ma non ha trovato appoggio nelle istituzioni del vecchio continente.

L’Europa sta cercando nuovi fornitori per emanciparsi dalla dipendenza del gas russo, ma anche investimenti per dare un’accelerata alle energie rinnovabili. Terza strada per tentare di risolvere la crisi è trovare un accordo che imponga un tetto massimo di prezzo. Questo sarebbe un aiuto diretto per tutelare famiglie e imprese che negli ultimi mesi hanno visto il proprio potere d’acquisto distruggersi.

Gas, cos’è il prince cap e perché il no del Nord Europa

LE NOTIZIE IMPORTANTI DA NON PERDERE OGGI:

Draghi vorrebbe farlo attraverso il cosiddetto price cap, appunto il tetto al prezzo del gas naturale. In sostanza, è il limite massimo di acquisto del gas russo. Un’ipotesi, sarebbe comprare dai russi a un limite massimo tra gli 80 e 90 euro a megawattora.

L’opposizione alla proposta di Draghi arriva dai paesi del Nord, in particolare l’Olanda. Sostengono che in questo modo si metta in discussione la liberalizzazione del mercato. Il rifiuto ha ovviamente anche un altro motivo ben preciso al di là dell’idea di libero mercato o meno: i Paesi Bassi sono produttori di gas naturale.

Anche la Germania, inizialmente spinta verso il no, guarderebbe ora con maggiore interesse alla proposta di Draghi che ha l’appoggio dei paesi Ue del Mediterraneo Francia, Grecia, Portogallo e Spagna. Le forniture di gas dalla Russia verso l’Italia sono calate ma il prezzo è però salito. In pratica paghiamo di più per avere meno gas. Secondo Altroconsumo, per i prossimi mesi gli importi delle bollette saranno raddoppiate.