Cuneo fiscale: da settembre arrivano più soldi in busta paga

Cuneo fiscale, a cosa sta lavorando il governo e perché e novità potrebbero esserci anche per tutto il 2023

cuneo fiscale

Tagliare di quattro punti il Cuneo fiscale sulle buste paghe per i prossimi mesi e renderlo strutturale con la Legge di Bilancio del 2023. È questo l’obiettivo del governo che sta lavorando sul decreto luglio. La misura riguarda chi ha un reddito inferiore ai 35mila euro, in pratica la stessa fascia che beneficerà dei bonus 200 euro.

Ricordiamo brevemente che per Cuneo fiscale s’intende
la differenza tra lo stipendio lordo che versa il datore di lavoro e la cifra netta ricevuta dal lavoratore in busta paga. Più è alto il Cuneo, maggiore sono le tasse sul lavoro che si pagano.

Il taglio dovrebbe riguardare gli ultimi quattro mesi dell’anno in corso prima di estenderlo. Ci sarà anche un altro intervento del governo sul carburante e le bollette. Si è ancora in fase di studio perché l’operazione costerebbe circa 10 miliardi di euro e si stanno cercando le coperture finanziarie.

Cuneo fiscale e bollette: le mosse del governo

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Come e dove reperire le risorse, dipende molto da fattori esterni. Innanzitutto quanto avverrà nei prossimi mesi sul teatro internazionale e dunque gli effetti economici della guerra sull’economia italiana.

L’idea di intervenire strutturalmente con la legge di Bilancio è proprio per cercare di dare una forte impronta al taglio, ma ora è presto annunciare i dettagli della misura.

Ma per anticipare i tempi si vorrebbe tagliare di quattro punti con il nuovo decreto aiuti di luglio che prevederebbe anche altri interventi. Aiutare le famiglie in difficoltà è il principale obiettivo e nel nuovo intervento ci saranno anche le bollette energetiche che subiscono maggiori rincari.

Per quanto riguarda le coperture non si vorrebbe ricorrere a un nuovo scostamento di bilancio. Si potrebbe scegliere un ulteriore aumento della tassazione degli extraprofitti delle aziende energentche, portando la percentuale da 25 a 30. Sarebbero circa 2 i miliardi di euro in più a disposizione dello Stato. Ma bisogna trovare la soluzione per il resto delle coperture.

La platea dei beneficiari del taglio, come detto, potrebe riguardare chi è al di sotto dei 35mila euro. Se le risorse non fossere sufficienti, si guarderebbe solo a chi si posiziona tra i 15-20mila euro annui.