Bonus benzina: 200 euro per chi lo ha richiesto, ma entro quando

Bonus benzina contro i pesanti rincari dei carburanti: si può ottenere in due forme diverse. Tempi e modalità

Bonus Benzina
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Forse ciò che più di tutto rappresenta l’aumento dei prezzi di questi mesi è il costo del carburante. La benzina è ormai stabilmente poco sopra i 2 euro a litro, sia servito che self, per il diesel, dove la soglia non viene raggiunta, manca poco.

Quando a marzo il prezzo stava quasi per toccare le cifre di oggi, c’erano le file ai distributori prima che il costo aumentasse, si respirava il timore per la nuova stangata. Ora è quasi come se ci fosse rassegnazione.

Luglio è il mese del bonus 200 euro per alcune categorie (clicca qui per vedere chi riceverà i soldi adesso, chi dovrà presentare domanda e percepirà il beneficio nei prossimi mesi) ma il governo ha pensato anche a un bonus per il carburante.

Per molti purtroppo muoversi con i mezzi è indispensabile, che sia andare a lavoro, accompagnare i figli a scuola o presso le altre attività. Vista anche la situazione climatica, sarebbe opportuno farne a meno, ma sono costretti a usare l’auto.

Bonus 200 euro, come ottenerlo

LE NOTIZIE IMPORTANTI DA NON PERDERE OGGI:

Alcuni lavoratori possono sfruttare l’opportunità fornita dal governo con il bonus benzina. È un voucher dal valore massimo di 200 euro. A erogarlo sono le aziende per i propri dipendenti, a discrezione dei datori di lavoro, che poi saranno rimborsati dallo Stato. Dovranno essere spesi entro il 31 dicembre 2022.

Ci sono due modi per poterne usufruire. Il primo è il semplice buono di benzina, il secondo è un benefit aziendale per il dipendente. Non concorre a formare il reddito, è dunque esentasse.

Dal punto di vista burocratico non ci sarà nessuna iter da dover seguire. L’erogazione avviene su base volontaria, sarà quindi il datore a decidere se concederlo e di quanto.

Possono usufruirne a che i dipendenti di studi professionali ma è escluso chi non è dipendente e dunque i tirocinanti, i soci e i collaboratori. Quando l’azienda andrà a recuperare i costi del buono concesso, non dovrà versare l’Irpef né i contributi previdenziali.