Vacanze e inflazione, numeri spaventosi: costo voli quasi raddoppiati

Vacanze e inflazione, ques’anno costa tantissimo viaggiare ma non solo: record di prezzi su ogni prodotto dal 1986

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I dati dell’Istat sull’inflazione sono negativi. Un’ufficialità, l’ennesima, su una situazione che gli italiani già conoscono bene. È dalla fine dello scorso anno che i prezzi sono in salita. Fare carburante costa circa 2 euro al litro (ma c’è anche un bonus), comprare i prodotti basilari al supermercato è diventata quasi un’impresa.

L’inflazione ci attanaglia, i soldi non bastano mai e chi li ha guadagnati con sudore e con merito vorrebbe staccare un po’ la spina, ecco che deve vedersela anche con il caro-vacanze.

I dati Istat che riguardano giugno indicano un aumento del prezzo dei biglietti aerei che a confronto con il 2021 segnano un + 90,4%. Un incremento rispetto a maggio del 23,8%. Il traino dei rincari è quello del carburante ma costano di più anche i servizi che sono relativi al trasporto (+7,2% annuo e  +2% da maggio).

Inflazione e vacanze: maggiori spese anche per chi non parte

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I rincari, con i prezzi dei carburanti alle stelle, riguardano anche in generale i servizi relativi ai trasporti (+7,2% annuo; +2% da maggio). Ed è più costoso anche dormire in albergo, B&B o villaggio. I prezzi di servizi di alloggio segnano infatti +18,1% annuo e +5,8% su base mensile.

L’inflazione è all’8%, un dato vicinissimo all’8,2% di gennaio 1986. E pensare che a maggio era al 6,8%. I “beni energetici”, scrive l’Istat, hanno registrato una crescita da +42,6% di maggio a +48,7% di giugno. Il carrello della spesa costa 8,3%. Un incremento che si può paragonare sempre ai dati del 1986 che segnarono un 8,6%. La cura della casa e della persona hanno una percentuale maggiore del 6,7

I prezzi al consumo al netto degli energetici e degli alimentari freschi, segnano +3,8% (+3,2% a maggio) e quelli al netto dei soli beni energetici +4,2% (precedentemente +3,6%).

Una situazione alla quale bisogna assolutamente porre rimedio per non rischiare di abbassare ulteriormente i consumi e impoverire ancora di più famiglie e imprese. Nonostante i bonus e le agevolazioni statali, i soldi sembrano non bastare mai.