Siccità: queste Regioni rischiano a breve il razionamento dell’acqua

Siccità, situazione sempre più critica: il governo è al lavoro per un decreto che potrebbe istitutire un commissario all’emergenza

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Campi di mais a Pieve Porto Morone, in provincia di Pavia (AnsaFoto)

Dal Centro-Nord a Sud. L’emergenza siccità si allarga ad altre zone del territorio nazionale e va verso il meridione. La mancanza di piogge e le altissime temperature non danno tregua con effetti devastanti per l’agricoltura.

Secondo l’Osservatorio dell’Associazione dei consorzi di bonifica, la situazione sta peggiorando nelle Marche e si prospetta un razionamento dell’acqua come già avvenuto in alcuni Comuni della Pianura padana. Nelle province lombarde ma anche nel piacentino, a Parma, Modena e Reggio Emilia, vari sindaci hanno firmato l’ordinanza che proibisce il ricorso all’acqua potabile per usi diversi da quelli igienici sanitari: stop al lavaggio di auto e cura dei fiori mentre il Po’ ha raggiunto livelli molto bassi.

Situazione da monitorare anche in Toscana, dove almeno il 90% del territorio si trova in una situazione di estrema siccità e anche nel vicino Lazio le cose si stanno mettendo male tanto che il governo sta pensando di intervenire con un Decreto sicccità.

Nelle Marche le zone più a rischio sono quelle di Ascoli Piceno e Fermo mentre nel Lazio l’Aniene è dimezzato rispetto a quella che è la portata solita e anche il Tevere ha livelli allarmanti.

Siccità, si pensa a un commissario per affrontare l’emergenza

LE NOTIZIE IMPORTANTI DA NON PERDERE OGGI:

Il governo sta studiando il decreto che dovrebbe istitutire anche un commissario per l’emergenza. Al momento i documenti circolano tra i diversi ministeri mentre le regioni dovrebbero dichiarare lo stato d’emergenza.

Al momento lo hanno dichiarato la Lombardia e l’Emilia Romagna e le prossime dovrebbero essere il Piemonte, il Veneto e il Friuli Venezia Giulia. Dopo quest’anno formale l’esecutivo nominerà il commissario che gestirà la crisi, sia dal punto di vista economico (insieme alle regioni) sia nei periodi più duri che verrano.

Nella bozza si legge che dovranno essere individuati i piani prioritari da realizzare fino al 31 dicembre 2024. Draghi è consapevolo della gravità del fenometo e ha detto che si tratta di un evento tra i più gravi negli ultimi 70 anni. Le cause ovviamente sono quelle che gli ambientalisti da decenni stanno denunciando: il cambiamento climatico causato dall’inquinamento con temperature sempre più alte in estate e piogge inesistenti per lunghi periodi.