Un bonus anche per docenti e personale ATA: come funziona

Bonus docente e personale ATA: anche per chi lavora nella scuola arrivano importanti agevolazioni: cosa prevede la legge

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Secondo la Legge di Bilancio per il 2020, prevista dal comma 249 dell’articolo 1, le risorse iscritte nel fondo di cui all’articolo 1, comma 126, della legge 13 luglio 2015, n. 107, vanno ad arricchire il fondo per migliorare l’offerta formativa e sono da sono utilizzare nella contrattazione integrativa in favore del personale della scuola.

Può accedere al bonus anche il personale che non è di ruolo e che ha lavorato con supplenza annuale o comuque fino al termine delle attività didattiche. Lo prevede il D.L. 126/2019, convertito poi dalla legge n. 159/2019.

Considerando le normative citate, come riporta Orizzonte scuola, il dirigente Scolastico Francesco Livesu dell’Istituto sardo di Pozzomaggiore, nella circolare che ha firmato ha evidenziato quali sono le principali novità normative.

Ricordiamo che quando finisce l’anno scolastico è il dirigente che assegna i premi ai docenti e al personale ATA applicando i criteri valutativi adottati dal Comitato di valutazione d’istituto e quelli definiti dal contratto integrativo d’istituto.

Bonus docenti e personale ATA: i dettagli

LE NOTIZIE IMPORTANTI DA NON PERDERE OGGI:

Vediamo nello specifico, come ricorda anche la circolare, quali sono i punti da ricordare. I criteri per l’assegnazione dei compensi al personale ATA (percentuale di FIS + percentuale di bonus) sono di tipo quantitativo, quindi riconosciute nelle attività aggiuntive che vengono svolte oltre il solito orario di servizio, ma anche in particolari situazioni dove il carico di lavoro è aggiuntivo.

La percentuale che spetta al personale ATA, che vanno calcolari in proporzione all’entità dell’organico) sia la stessa per il FIS e per il fondo bonus. Il bonus integra le risorse disponibili per le attività del personale non docente che riconosce la qualità e nel caso dei docenti la professionalità.

Ricordiamo che personale docente e non, essendo dipendenti pubblici (anche se precari) se rientrano nelle requisiti del reddino annuo massimo di 35mila euro, hanno anche diritto al bonus 200 euro erogato questo mese. Nel loro caso non c’è neanche bisogno di presentare l’autodichiarazione, compito al quale devono assolvere i dipendenti privati.