La tassa sulle carte da gioco: 10 centesimi su ogni mazzo acquistato

Una delle tasse più controverse che esistono è la tassa sulle carte da gioco: 10 centesimi su ogni mazzo acquistato, avviene in uno Stato.

tassa carte da gioco
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La morte e le tasse sono le uniche certezze nella vita, dicono i saggi, e sembra che non ci sia limite a quando o come entrambe possono verificarsi. Non sorprende dunque che nel mondo esistano le più disparate tasse, alcune delle quali sono davvero molto strane e di fatto discutibili. Negli Usa, fa da sempre discutere la cosiddetta Jock Tax: di fatto se visiti uno Stato diverso dal tuo e fai degli introiti, devi pagare una tassa. Per intenderci, molti campioni del basket NBA sono dovuti a lungo sottostare a questa tassa.

Come funziona la tassa sulle carte da gioco e a cosa serve

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Dalle tasse sugli anelli nasali in Arkansas, alle tasse sulla polvere per parrucche in Inghilterra, ci sono un sacco di tasse folli tra cui scegliere. La tassa sulle finestre introdotta in diversi stati del Regno Unito nel 1696 era un modo relativamente ingegnoso per imporre un’imposta sul reddito ai ricchi. Le persone con più reddito generalmente vivono in case più belle e le belle case generalmente hanno più di due finestre. Certo il legislatore non poteva aspettarsi che molti murassero le proprie finestre per evitare di pagare questa tassa.

Un importante produttore di metano, la flatulenza delle mucche è la principale causa del riscaldamento globale. Per questo, da qualche parte nel mondo è stato scelto di imporre una tassa denominata sulla flatulenza delle mucche, ma che in realtà è una tassa che colpisce in particolar modo gli allevamenti intensivi. Secondo la FAO, infatti, le mucche sono responsabili di circa il 18% dei gas serra che causano il riscaldamento globale. Sfruttarle troppo significa aumentare il surriscaldamento della terra.

Ma quella che è sicuramente una tassa che fa molto discutere è quella che è stata imposta in Alabama e che riguarda le carte da gioco. L’Alabama è l’unico stato USA a emettere una tassa di 10 centesimi sulle carte da gioco per i mazzi di carte acquistati all’interno dello stato. Sembra una tassa davvero sciocca e invece i cittadini godono delle entrate prodotte dall’imposta per le autostrade e i parchi giochi.