Buoni pasto direttamente in busta paga: cambia tutto

Buoni pasto, arriva la proposta che piace ai lavoratori ma restano i dubbi: cosa sta succedendo tra le aziende

Buoni pasto
Foto Facebook

Continua la discussione che riguarda i buoni pasto. Da mesi i commercianti stanno evidenziando alcuni malumori nell’accettare i ticket che tanto comodo fanno agli operari.

La questione riguarda le commissioni. Secondo gli esercenti sono troppo alte e non conviene erogare il servizio. Le sei principali associazioni di catetoria ANCD Conad, ANCC Coop, FIEPeT Confesercenti, Federdistribuzione, FIDA e Fipe Confcommercio sostengono che ciò che bisogna pagare è in realtà una tassa occulta.

Ogni 10mila euro di buoni incassati, 3mila euro se ne vanno in tasse, dunque un deprezzamento del 30%. Le agitazioni hanno anche portato a un atto dimostrativo, uno sciopero lo scorso 15 giugno.

Buoni pasto: la proposta

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Ora c’è una proposta che potrebbe risolvere il problema e mettere d’accordo tutti, ma non mancano le discussioni e i dubbi.

I sindacati supportano l’idea che basta aumentare gli stipendi con i buoni pasto. Così i soldi sono direttamentre a disposizione del lavoratore che può spendere la maggiore liquidità che ha in tasca per il pranzo, senza che i commercianti paghino la commissione.

Se la situazione non dovesse sbloccarsi, il rischio per i lavoratori è di restare con i buoni senza poter spendere o comunque avere a disposizione molte attività in meno perché saranno poche quelle che li accetteranno.

Di certo per uscire dall’attuale situazione serve una riforma perché a lungo andare le aziende potrebbe decidere tutte di non accettare i buoni, creando un circolo vizioso perché oltre a lasciare i lavoratori con i ticket senza poter utilizzare, ci sono anche i costi dell’emissione che verrebbero sperperati.

Cosa prevede il Decreto aiuti

Qualcosa però già si sta muovendo. Il Decreto Aiuti ha cambiato alcune regole e a partire dalla prossima gara Consip per l’assegnazione dei buoni pasti che riguarda i dipendenti pubblici, le attività commerciali pagheranno una commissione massima del 5% per ogni ticket. Un passo avanti dunque, ma che riguarda solo il settore privato.

Parliamo comunque di un numero limitato di ticket poiché tra i dipendenti della Pubblica amministrazione non è concesso a tutti: può usufruirne chi lavora da remoto ma non chi sta in smart working (la differenza è che da remoto porta praticamente la giornata tipo dell’ufficio a casa.