Tasse, da oggi il contribuente può farla davvero franca

Sulla tasse grazie a una legge recente, chi è accusato ha una possibilità in più di poterla scampare: cosa prevede la norma

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Visto l’alto livello di evasione fiscale nel nostro paese, si può pensare che la notizia venga accolta con gioia da milioni di italiani. Da oggi, infatti, sarà più difficile per il Fisco sanzionare un contribuente considerato in una posizione errata rispetto ai propri adempimenti.

Il soggetto in questione potrà sperare sulla difficoltà che la stessa amministrazione dovrà affrontare per reperire le prove di colpevolezza contro la persona accusata.

Martedì 9 agosto la Camera dei Deputati ha approvato in via definitiva il disegno di legge Disposizioni in materia di giustizia e di processo tributario. 288 i votanti a favore, 11 i contrari e 27 astenuti.

Ci sono ora nuove importanati novità per quel che riguarda il dritto tributario, sua sulla parte che riguarda l’ordinamento sia sulla processuale.

Tasse, come può fare ora il contribuente

LE NOTIZIE IMPORTANTI DA NON PERDERE OGGI:

Secondo quanto approvato, alla base dell’accertamento nei confronti del contribuente non sarà più sufficiente la presunzione grave e precisa e concordante ma una valutazione rigorosa delle prove da parte del giudice, che spetterà all’Amministrazione fornire in giudizio.

Entrando nei dettagli, al nuovo articolo 7 sono riscritti i compiti e le responsabilità sia del giudice tributario che dell’Amministrazione finanziaria: a quest’ultima il compito di provare le violazioni contestate nell’atto che è stato impugnato in giudizio. Il giudice, invece, dovrà effettuare una precisa verifica e procedere all’annullamento dello stesso atto impositivo nel caso in cui non ci fossero le prove della sua fondatezza. Dovrà procedere in questo modo anche se dovessero risultare contraddittorie o insufficienti.

In pratica diventa più difficile il compito dell’amministrazione che avrà mostrare di una prova che non lasci spazio a dubbi. Al contribuente, invece, spetterà solo fornire le ragioni della richiesta di rimborso nel caso in cui non sia conseguente al pagamento di somme oggetto degli accertamenti impugnati.

Ma le novità portate dalla legge non sono finite qui: si potrà usare la prova testimoniale scritta durante il processo, a differenza del giuramento che resta precluso. Sarà discrezione della Corte di giustizia tributaria decidere se ammettere o meno questa prova, anche senza l’accordo delle parti.