Stipendi e pensioni, il “regalo” di Mario Draghi prima dell’addio

Aumento stipendi e pensioni ma i sindacati sono delusi visti i numeri: è l’effetto del Decreto che taglia il cuneo fiscale

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Da luglio a dicembre è previsto un taglio del cuneo fiscale di 1,2 punti per i cittadini che hanno un reddito fino a 35mila euro. A ciò si aggiunge quello dello 0,8% stabilito da gennaio e attualmente in vigore. Grazie a questa situazione stipendi e pensioni avranno un piccolo aumento.

Il decreto Aiuti bis infatti prevede che per il secondo semestre del 2022, compresa la tredicesima o i relativi ratei erogati nei predetti periodi di paga, ci sarà l’esonero sulla quota dei contributi previdenziali per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti a carico del lavoratore, con l’incrementato di 1,2%.

Il ministro dell’Economia Daniele Franco ha spiegato che il taglio del cuneo fiscale del 2% avrà un costo per lo Stato pari a 1,2 miliardi di euro. La rivalutazione di tre mesi degli assegni pensionistici è di circa 1,5 miliardi di euro.

Aumento stipendi e pensioni: cifre basse per chi guadagna poco

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Ma a quanto ammonta l’aumento? Poca cosa. Secondo i calcoli del Corriere della sera, la decontribuzione dell’1,2% per i lavoratori dipendenti nei fatti diventerà un beneficio che ogni mese sarà pari a 8,3 euro lordi per chi ha un reddito lordo annuo di 9mila euro. Può arrivare a 32,3 euro lordi in più per i redditi da 35mila euro annui.

In pratica, più è alto lo stipendio e si avvicina alla soglia dei 35mila euro, più vantaggi ci saranno dal taglio del cuneo fiscale. Chi è a ridosso di questa fascia, sei mesi più la tradicesima, avrà un aumento complessivo di circa 226 euro lordi.

Per chi invece ha un reddito annuo di circa 25mila euro lordi, la decontribuzione dell’1,2% si traduce in un aumento mensile dello stipendio di 23,1 euro lordi. L’aumento complessivo, in sei mesi più tredicesima, è di circa 162 euro.

Per i redditi da 15mila euro lordi l’anno, invece, l’incremento in busta paga è più basso e porta 13,8 euro lordi. In tutto, da luglio a dicembre, ci saranno 97 euro in più in busta paga, tredicesima inclusa.

Sono invece 9,2 euro in più in busta paga per i redditi di 10mila euro l’anno (dunque circa 65 euro in sei mesi, considerando sempre anche la tredicesima.

Il provvedimento è infatti stati criticato da Cgil e Uil che ritengono insufficienti i fondi. Per quanto riguarda la rivalutazione anticipata delle pensioni, scatterà già da ottobre e varrà il 2%. Era invece prevista come ogni anno a gennaio.

Spiega ancora il Corriere che la rivalutazione comporta un aumento di circa 11 euro al mese per i pensionati che hanno un trattamento minimo (dunque 524 euro) mentre chi ha circa 1.000 euro avrà circa 80 euro in più ogni mese. Sono 160 euro di aumento per chi ha pensio di 2.000 euro.