Truffa dello Stato coi fornelli: cosa c’è di vero

Davanti al bollire della pentola si potrebbe assistere ad una frode per la quale facilmente è additabile l’attuale situazione. Cosa succede

Truffa dello Stato coi fornelli: cosa c'è di vero
Fake fornelli (Foto Canva)

L’attuale crisi internazionale si sta rivelando tanto una pericolosa partita a scacchi geopolitica quanto si stia declinando nell’ennesimo declino economico. La contingenza con la galoppante inflazione di cui soffre l’Europa ma in particolare l’Italia, sta causando l’inconciliabile aumento dei prezzi sui beni di consumo e il noto rincaro delle tariffe energetiche. 

Mentre i Paesi membri della Comunità Europea stanno racimolando la scorta di gas per il prossimo inverno, i cittadini stanno andando incontro ad inverno all’insegna di un rigoroso piano di razionamento: la normativa definita in base ad un decreto di recentissima approvazione porterà all’abbassamento di un grado nei riscaldamenti negli edifici privati e in quelli dei pubblici uffici (portando la temperatura a 19 gradi).

Truffa dello Stato coi fornelli: ma si tratta di una vecchia pratica di distribuzione

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La legge ha predisposto, in aggiunta, la programmazione territoriale delle regioni e delle provincia per l’attivazione degli impianti secondo un numero variabile dei giorni e delle ore di accensione, in base alla suddivisione in zone. Ma su consiglio della Commissione Europea, molto dovremo fare per contribuire al risparmio di gas: tenere il più possibile freddi i termosifoni, cuocere a fuoco spento la pasta e dedicarsi alla propria pulizia con una quotidiana doccia altrettanto fredda.

Certo, mai come in questi mesi, lo sguardo è rivolto alla fiammella dei fornelli delle nostre cucine. E buona parte della Rete, questa fiammella, l’ha fissata sin troppo. La riprova è data dal confronto fotografico che gira per il web riguardante due immagini che mostrano un medesimo piano di cottura: sulla prima foto, la fiamma prodotta dai fornelli è azzurra, mentre nella seconda, la fiamma è arancione. 

La seconda fiamma lascia concludere qualcuno che si tratti di una truffa dello Stato: ovverosia, di un gas “diluito” con dell’ossigeno, ad ulteriore riprova dell’avanzamento di un razionamento in vista della totale interruzione delle forniture provenienti dalla Russia. In realtà, le fiamme gialle rivelano soltanto un piccolo difetto di una tecnica da sempre in uso: il combustibile (il gas) e il comburente (l’ossigeno) vengono miscelati.

La colorazione tendente all’arancione proverebbe che la miscelazione non è avvenuta correttamente. Tale pratica è conosciuta sin da quando negli ugelli dei fornelli italiani circolava propano, che con difficoltà raggiungeva i terminali, per cui ricorreva all’aria. Non va tuttavia escluso lo stato di manutenzione degli ugelli, per il quale un’ottimale attività di funzionamento garantisce la tranquillizzante scintilla azzurra.