Di chi sono davvero i soldi di un conto corrente cointestato

Il Conto Cointestato è la forma più diffusa di rapporto creditizio presente in Italia. Sorgono spesso dubbi su operatività e titolarità

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Conto cointestato (Foto AdobeStock)

Nei trenta mesi che ci separano dall’inizio della crisi economica in atto un particolare rapporto credito ha subito una vera e propria impennata a livello di accessi e sottoscrizioni. Parliamo del rapporto di conto corrente del genere cointestato, un rapporto che da gennaio 2020 ad oggi è salito al 77% dei rapporti complessivi. Il dato precedente era del 68%.

Molteplici, secondo i principali analisti socio-economici, i motivi che hanno determinato questa “fiammata” positiva. In primo luogo la necessità di ridurre i costi di tenuta conto. Costi che se per le famiglie sono normalità, i conti cointestati sono essenzialmente quelli delle coppie, per le aziende sono meno diffusi ed utilizzati. In secondo, e questo colpisce molto, l’esigenza di condividere in maniera più stretta il destino in una fase complicata come quella attuale.

Conto Cointestato, chi ha la vera disponibilità

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Una fase, ricordiamo, che in trenta mesi ci ha visto attraversare l’esordio, l’evoluzione, il picco e la fase discendente della pandemia da coronavirus covid-19. Un periodo dove il Prodotto Interno Lordo è sceso dell’11% e non è stato recuperato per intero.

Un momento storico dove si è assistito allo scoppio della guerra tra Russia e Ucraina con tutte le conseguenze collaterale come il volo del prezzo delle materie prime ed il proditorio ritorno dell’inflazione.

In questo contesto storico il conto cointestato, come detto, ha assunto un ruolo decisivo nei rapporti creditizi ma molti vi si sono approcciati senza la dovuta consapevolezza. Due i dati fondamentali di cui tener conto.

Il primo, il conto cointestato può essere di due tipi, a firma congiunta, quando per fare ogni tipo di operazione occorre la firma di tutti i titolari; a firma disgiunta, dove ogni titolare agisce autonomamente.

Il secondo, forse il più importante, la titolarità dei fondi. Il denaro appartiene al 50% ad ognuno dei titolari se sono due, al 33% se sono tre, in percentuale rispetto al numero se si è più di un determinato numero. L’articolo 1854 del Codice civile, in tal senso è netto, “sono creditori o debitori in solido dei saldi del conto tutti i titolari del rapporto”