Cosa succede se sbagli il bonifico di una multa? Un caso assurdo

Bonifico della multa sbagliato, cosa può succedere? Quanto successo ci fa capire che è necessario essere molto precisi

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Si sa che la burocrazia è lenta. È una caratteristica del nostro paese e spesso abbiamo sentito la politica lamentarsi, sostenendo che bisogna snellirla. Che i tempi siano biblici lo sanno bene i cittadini che ad esempio per lavoro più di altri si interfacciano con la pubblica amministrazione. A quanto pare negli ultimi anni, grazie anche ai più innovativi servizi tecnologici, le cose stiano migliorando, ma resta il problema.

In modo particolare la lentezza si riscontra quando bisogna ottenere un rimborso. Se c’è da pagare, l’avviso arriva subito, in caso contrario bisogna armarsi di santa pazienza. Che il sistema sia preciso (precisissimo) quando c’è da ricevere, ce lo racconta un episodio avvenuto nel 2021.

Il fatto è da monito, ci fa capire che bisogna stare attenti quando si effettuano alcune operazioni. A molti capita di prendere una multa per aver infranto una regola del Codice della Strada. È noto che se il pagamento avviene entro cinque giorni si può ottenere uno sconto del 30%.

Bonifico della multa sbagliato: l’assurdo caso

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Il caso è quello di un uomo di Vicenza, Renato Capparotto, che nel luglio dello scorso anno è stato in vacanza in Sicilia. Passando per Palermo, però, ha commesso l’errore di entrare nella Ztl quando non poteva. Ecco la multa da 71,08 euro pagata subito.

Storia finita? No, assolutamente. Dopo aver commesso l’errore di entrare con l’auto in una zona vietata, ne ha commesso un altro: il bonifico era mancante di un centesimo: 71,07 euro.

“Non avrei mai ipotizzato che mi venisse contestato un ‘errore’ così effimero, di gran lunga inferiore al bollo postale per la risposta” ha detto l’uomo al Giornale di Vicenza. Infatti da Palermo è arrivata la contestazione perché la multa non era stata pagata interamente.

Fare un bonifico per un centesimo sarebbe stato inopportuno e avrebbe dato un carattere ancora più grottesco alla vicenda. L’uomo però, ligio al dovere di cittadino, ha pagato. L’ha fatto mettendo una moneta da un centesimo in una busta inviata via posta. Ma più che i “soldi” contenenti, era forse più importante la lettera:

“Eccovi la somma contestatami, da non confonderla come obolo, sufficiente a dimostrarvi la mia buonafede e puntigliosità vostra, che stride però con l’accoglienza per cui siete famosi”. Considerando anche le spese postali, alla fine dei conti il multato ha pagato più di 71,08 euro. Ma la burocrazia è burocrazia.