Flat Tax e Iva ridotta: cosa prevede Giorgia Meloni

Quali sono le intenzioni di Giorgia Meloni per la gestione del bilancio nazionale? Tra le proposte la flat tax e l’abbassamento dell’Iva.

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(Instagram)

Il nuovo Governo si è da poco insediato in parlamento e sta già lavorando con fervore alla nuova legge di bilancio. In un periodo di crisi economica ed energetica come quello che stiamo affrontando, le prime manovre dovranno riguardare l’emergenza caro-bollette. E proprio per questa ragione i primi 15 miliardi di euro da spendere saranno destinati a tali scopi.

In campagna elettorale, tuttavia, Giorgia Meloni a capo del partito Fratelli d’Italia ma anche altri esponenti dei partiti di coalizione di centrodestra hanno avanzato proposte che verranno vagliate assieme al nuovo ministro dell’economia Giancarlo Giorgetti. Tra le manovre previste troviamo innanzitutto una flat tax per per gli autonomi fino a 100mila euro di redditi. L’aliquota del 15% finora applicata a chi dichiara fino a 65mila euro lordi sarà la stessa anche per redditi fino a 100mila euro.

Aiuti alle famiglie e riforma dei premi ai funzionari del fisco: le proposte di Meloni

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Tra le altre proposte troviamo quella del “quoziente familiare“, vale a dire l’intenzione di alleggerire il carico delle spese Irpef in base al numero dei componenti del nucleo familiare. E l’estensione di un’aliquota al 5% per un bacino più ampio di cittadini. Tali manovre avrebbero un costo considerevole, pertanto si prevede un’attuazione parziale delle proposte iniziali.

Un altro punto da tenere in considerazione è l’abbassamento dell’Iva: proposto dal governo Draghi e poi lasciato cadere, tale abbassamento fa parte del PNRR (piano nazionale di ripresa e resilienza) e dovrà essere liquidato quanto prima. Anche questa manovra verrà a costare parecchi miliardi di euro e il punto rimane sempre lo stesso: dove trovare i fondi?

Infine Meloni ha proposto una riforma sui premi per i funzionari del fisco. La proposta è quella di corrispondere i premi sulla base di quanto effettivamente riscosso dall’Agenzia delle Entrate nei casi di recupero dai contribuenti che non hanno assolto agli obblighi. E non basandosi su quanto accertato come succede ad oggi. Il presidente dell’Agenzia Ernesto Maria Ruffini si dichiara tuttavia contrario a questa riforma, rimarcando il fatto che gli avvisi sono sufficienti a conformarsi alle imposizioni fiscali.