Obbligo POS e contanti: la situazione col governo Meloni

Obbligo POS e contanti: quali sono le novità che saranno introdotte dall’esecutivo guidato da Fratelli d’Italia

governo meloni
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Il tema dei pagamenti in contanti o in digitale, in Italia suscita sempre molte discussioni. Nel nostro Paese secondo i dati (ma anche dalla percezione che si ha frequentando i negozi) è che molte più persone pagano con la carta. Rispetto ad altri Stati europei, però, è evidente che c’è ancora molto da fare. All’estero da anni si usa la carta per pagare anche un prodotto di pochi euro mentre da noi spesso si trova anche il commerciante che si oppone.

Il motivo, dicono, è che le commissioni bancarie sono troppo alte e in alcuni casi è vero. Ma è reale anche che in tanti hanno la volontà di nascondere dei guadagni al Fisco e infatti a volte bisogna chiedere lo scontrino.

Negli ultimi giorni si è tornato a parlare dei contanti perché il nuovo governo ha intenzione di innalzare il limite. Il capo dell’esecutivo Giorgia Meloni nel suo discorso in Parlamento per ottenere la fiducia aveva spiegato che il governo ha intenzione di modificare il limite.

Obbligo POS e contanti: la proposta dell’esecutivo

LE NOTIZIE IMPORTANTI DA NON PERDERE OGGI:

La Lega ha depositato ufficialmente la proposta per portare l’uso del contante a massimo 10mila euro. Un aumento sostanziale rispetto ai 2mila di oggi e soprattutto ai 1.000 che dovrebbero entrare in vigore il 1 gennaio 2023, ma ormai sembra impossibile che ciò possa avvenire.

Dal 30 giugno scorso esiste l’obbligo per commercianti e professionisti di accettare pagamenti con il Pos se il cliente lo preferisce. Significa che i pagamenti in contanti (rispettando il limite e ovviamente emettendo regolare fattura o scontrino) sono consentiti, ma se il cliente vuole pagare con la carta, così bisogna fare.

L’obbligo di usare il Pos esiste dal 2014 ma la legge è stata facilmente aggirata. Con l’ultima normativa chi non vuole accettare la carta ha come sanzione 30 euro più il 4% dell’importo rifiutato. Non una punizione proibitiva e tanti questa estate l’hanno calpestata o addirittura hanno realizzato due tariffari per chi usa la carta e chi i contanti.
Andare in giro con più soldi contanti significa prestare il fianco all’evasione fiscale. Ci saranno meno pagamenti con la carta e più possibilità di non emettere scontrino.

Un provvedimento che comunque va a favore di chi dispone di molta liquidità e in un periodo così difficile con l’inflazione di ottobre al 12%, sicuramente è una condizione che non riguarda chi vive con la busta paga.