Se resti al lavoro e ritardi la pensione, tanto guadagno in più

Lavoro con pensione ritardata: cosa succede se decidi di non lasciare e aspettare ancora qualche anno prima del riposo

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Dal 1 gennaio 2023 tornerà in vigore la Legge Fornero ma al Ministero dell’Economia – guidato ora da Gianfranco Giorgetti – sono al lavoro per realizzare in tempo una nuova riforma.

Secondo il Corriere della Sera, tre le ipotesi allo studio, si sta pensando ad una finestra per l’uscita anticipata (per esempio a 62 o 63 anni con un congruo numero minimo di anni di contributi), ma non solo. Non è esclusa l’idea che possano esserci incentivi per chi decide di restare ancora al lavoro con un aumento in busta paga che potrebbe essere anche pari al 10%.

Se resti a lavoro cambia la pensione?

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“Un lavoratore che ha maturato i requisiti potrebbe scegliere di restare sulla base di incentivi ben precisi”, scrive il quotidiano. I pratica, se sceglie di lavorare ancora, sia il datore che il lavoratore non verserebbero più i contributi e parte di quelle somme entrerebbe in busta paga costituendo un aumento netto di stipendio.

In questo modo l’azienda avrebbe il vantaggio di un calo del costo lordo del lavoro e il dipendente una busta paga più alta. Ovviamente i contributi per la pensione sarebbero calcolati fino al momento in cui il lavoratore ha scelto questa opzione, senza il conteggio dell’anzianità degli ultimi anni di lavoro incentivato.

Al contrario, il sistema che si sta studiando prevedrebbe una penalizzazione per chi deciderebbe di andare in pensione prima dei 67 anni rispetto alla totalità dell’assegno previsto.

Dunque Quota 41 si presenta come il punto ideale da cui partire mentre si sta valutando come riformare complessivamente il sistema pensionistico.

Il percorso però non è facile e il ministro dell’Economia è ben consapevole che sulla spesa pensionistica al 2025 c’è un impatto di oltre 50 miliardi di euro.

Ma quant’è il tempo a disposizione? Due settimane perché tutto dovrà essere inserito nella manovra economica, il primo vero grande scoglio da superare per il governo di Giorgia Meloni, che deve essere pronto entro la fine del mese. Nell’immediato, sono urgenti anche i provvedimenti per famiglie e imprese che stanno fronteggiando con tante difficoltà il caro energia.