Cos’è il testamento olografo e cosa prevede

Si tratta di un documento specifico del quale vengono spiegate chiaramente le caratteristiche proprio nel Codice Civile.

testamento olografo
Testamento (Adobe)

Il momento di prendere in mano un testamento, naturalmente, non è mai una condizione facile, soprattutto perché significa che è venuta a mancare una persona cara.

Fatto sta che la questione dell’eredità, nel corso del tempo, ha portato anche a dei veri e propri litigi all’interno di certi nuclei familiari.

In effetti, il rapporto tra fratelli o parenti in generale, non sempre può essere buono in età adulta, anche nei casi in cui, fin da bambini, si è sempre andati d’accordo.

Tuttavia, per fortuna, la legge ci viene in soccorso, dato che il Codice Civile, perlomeno, spiega chiaramente quali sono le modalità per procedere in tal senso dopo la dipartita di un defunto.

A dire la verità, però, bisogna considerare anche che, secondo quanto viene riportato, esistono diversi tipi di testamento ai quali si può andare incontro. Ora, di certo questa non è la sede più appropriata per elencare nei dettagli le caratteristiche di ciascuna tipologia.

Comunque sia, come da titolo, vorremmo soffermarci proprio su quello che viene denominato, per l’appunto, olografo. Quest’ultimo, anzitutto, ricordiamo che rientra nella categoria dell’ordinario, insieme con, peraltro, quello scritto con un atto dal notaio.

Le caratteristiche del testamento olografo

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Si tratta, inoltre, della forma più semplice, poiché consiste, in maniera sostanziale, in una scrittura privata che deve essere necessariamente redatta di proprio pugno da colui che lascia, per l’appunto, i beni personali.

In altre parole, forse più tecniche, possiamo affermare che essa dovrà essere una scrittura autografa, quindi, avente carattere di autenticità.

Bisogna, altresì, ricordare che, per evitare l’invalidità dello stesso, il testamento olografo deve assolutamente essere caratterizzato, in calce, anche da una firma, costituita da nome e cognome.

Potrebbe, però, anche essere ammesso un nomignolo della persona che lascia l’eredità, ma questo deve poter essere riconducibile, senza ombra di dubbio, al testatore.

Un’altra caratteristica oltremodo fondamentale e imprescindibile è di certo anche l’aggiunta della data in cui, per l’appunto, è stato scritto il testamento. Va da sé, quindi, che bisognerà preoccuparsi di scriverla con esattezza, cioè con il giorno, il mese e l’anno.

Ribadiamo, dunque, che qualora dovessero mancare queste informazioni, il documento potrebbe essere annullato.