Reddito di Cittadinanza: INPS lascia a secco decine di migliaia di italiani

Il Reddito di Cittadinanza è destinato a scomparire a fine 2023 ma già negli ultimi 10 mesi l’INPS ha respinto centinaia di migliaia di domande.

Domande Reddito di Cittadinanza rifiutate mancanza requisiti
(Adobe)

Con la nuova manovra di bilancio il governo guidato da Giorgia Meloni ha deciso per l’abolizione del Reddito di Cittadinanza a fine 2023. Già a partire dal gennaio prossimo non si potranno inoltrare nuove domande, in più non si potrà ottenere il reddito per più di 8 mesi consecutivi ed esso decadrà alla prima offerta di lavoro rifiutata, qualsiasi essa sia. Le cose, insomma, non si prospettano bene per chi col Reddito di Cittadinanza riusciva ad arrivare a fine mese. Soprattutto in una fase di crisi economica estremamente delicata come quella che stiamo vivendo.

A ciò va ad aggiungersi un elemento ulteriore: solo nei primi 10 mesi del 2022, molti di coloro che hanno tentato di accedere al reddito hanno spesso ricevuto risposta negativa. Nello specifico l’INPS ha respinto almeno 240mila domande di Reddito di Cittadinanza, prima che qualsiasi contributo fosse indebitamente versato. Ciò è accaduto in quei casi in cui l’ente di previdenza preposto all’erogazione del reddito ha rilevato che potesse trattarsi di richieste in condizioni truffaldine. Manchevoli ad esempio di alcuni requisiti di base stabiliti dalla norma.

L’INPS rifiuta 240mila domande di Reddito di Cittadinanza e ne pone sotto verifica altre 50mila

Stando ai dati raccolti, infatti, su circa 1 milione e 290mila domande di RdC totali ricevute, almeno 290mila sono risultate a rischio. In particolare 240mila di queste mancavano del requisito di residenza in Italia oppure presentavano false o omesse dichiarazioni relative alla posizione lavorativa dei componenti di un nucleo familiare.

Come da comunicazione ufficiale dell’INPS, dunque, 240mila domande sono state respinte in automatico, ancor prima che anche solo una prima rata del reddito potesse essere versata. Mentre altre 50mila richieste sono attualmente in fase di verifica dei requisiti.

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A proposito della decisione del governo di abolire il RdC è intervenuto anche il presidente dell’INPS Pasquale Tridico. “Il reddito di cittadinanza oggi per i due terzi viene dato a persone che non possono lavorare (anziani, disabili, minori), o non hanno mai lavorato, o non hanno una storia contributiva recente”, ha affermato.

Inoltre dai dati raccolti è possibile rilevare come esso abbia spesso incentivato i percettori ad aumentare la propria offerta sul mercato. “Un dato sufficiente a rilevare che il reddito non incentiva a stare sul divano“, ha concluso Tridico in un’intervista per Il Fatto Quotidiano.

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