Pranzo gratis, lunghe file ma non è una bella notizia

Non si tratta di certo di una condizione rassicurante quella che viene raccontata e che sta accadendo in una dato Comune italiano.

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Pasto (Pixabay)

Come sappiamo, in questo momento storico, non è assolutamente semplice per la stragrande maggioranza della popolazione italica riuscire ad affrontare le spese che si fanno sempre più pesanti.

Insomma, con il sopraggiungere dell’inflazione galoppante e dell’abbassamento del potere d’acquisto, anche tutti coloro che possono vantare un impiego lavorativo, in realtà, faticano a sbarcare il lunario.

Una crisi economica profonda, quindi, che trova il nuovo esecutivo di centrodestra impegnato per combattere un tasso di povertà che si fa ampio e davvero preoccupante tra i cittadini italiani.

Che dire, a onor del vero, non sarà di certo, però, la manciata di bonus erogati che risolveranno il problema alla radice. Si tratta, dunque, di qualcosa di nettamente più complicato e di non facile da gestire.

Intanto, però, il Governo Meloni si sta dando da fare, per l’appunto, con la Legge di Bilancio che racchiude sicuramente degli aspetti fondamentali per lo Stivale.

Il crescente tasso di povertà

Ciò che allarma, dunque, è anche un’altra condizione di diverse persone che, a tal proposito, ci fa comprendere in maniera chiara il disagio pecuniario di una grossa fetta del popolo italiano.

Così, nelle prossime righe, vorremmo porre l’attenzione proprio su ciò che è stato riportato di recente e che attualmente accade a Varese, in Lombardia.

In particolare, stavolta, a spiegarci il quadro è Don Marco Casale, nonché responsabile della Caritas del suddetto Comune. Anche nel Varesotto, infatti, gli stipendi di un numero crescente di abitanti, a quanto pare, non appare più adeguato ai tempi.

Con i salari minimi e il rincaro dei prezzi di molti prodotti, quindi, il parroco in questione ci fa sapere che la fila si è allungata a vista d’occhio alla mensa della carità della Brunella e nei centri di ascolto della Caritas.

Don Marco, infatti, ha argomentato questa conclusione, affermando che, in precedenza, durante i pasti del pranzo le persone che dovevano essere servite non superavano l’ottantina.

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Al giorno d’oggi, invece, si è notato un netto aumento, poiché i bisognosi in tal senso sono diventati anche più di un centinaio, quasi, ricorda, come ai tempi della pandemia.