Reddito di Cittadinanza: una truffa da un milione di euro

Sette procure della Repubblica hanno scoperchiato una clamorosa truffa ai danni dello Stato, grimaldello dei malfattori il reddito di cittadinanza. Tutti i dettagli

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Truffa Reddito di Cittadinanza (Foto AdobeStock) – Bonificobancario.it

La manovra finanziaria del Governo del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, quando approvata, darà il colpo definitivo al tanto discusso Reddito di Cittadinanza. Parliamo della misura bandiere del Movimento 5 Stelle, varata dal primo Governo presieduto da Giuseppe Conte, quello in alleanza con la Lega di Matteo Salvini e centro del dibattito politico in campagna elettorale.

Il Reddito di Cittadinanza dal 1 gennaio 2024 andrà in soffitta mentre per l’anno solare 2023 verrà erogato solo per 7 mensilità. La misura inoltre verrà dichiarata decaduto per i percettori che rifiutano offerte di lavoro (cade il meccanismo della congruità) e che, se in età scolastica (18-29 anni) non hanno completato il ciclo obbligatorio.

Reddito di Cittadinanza, scoperchiata una mega truffa

Nel frattempo emergono copiose le truffe perpetrata ai danni dello Stato italiano usando come grimaldello proprio il reddito di cittadinanza. La più recente è stata scoperchiata in questi giorni dall’azione coordinata di ben sette Procure della Repubblica.

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Nello specifico quelle di Bergamo, Brescia, Como, Cosenza, Milano, Roma e Torino che, coordinata del GIP di quella meneghina, hanno posto fine ad un raggiro che ha fruttato oltre un milione di euro.

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La truffa promossa da un uomo di origine bengalese ha coinvolto decine di percettori del Reddito, tutti extracomunitari, che con utilizzavano la carta con i fondi dell’RDC per acquisti diversi dai beni di prima necessità.

L’uomo nello specifico consentiva un pagamento fittizio con il POS del proprio internet point per poi fornire ai percettori il 90% dell’importo. Questo di fatto gli permetteva di incassare una cifra in maniera indebita ed ai titolari della carta con Reddito di Cittadinanza di usufruire liberamente di contanti.

Dalle verifiche fatte il giro d’affari dell’uomo era passato da un incasso medio di 1.460  a 23.450 euro al mese. Nella rete delle Procure oltre al titolare dell’internet point sono finite 244 persone di cui ben 232 non avrebbero avuto i titoli per percepire l’RDC.