Pensioni di gennaio, importi e date

Pensioni di gennaio, quanto percepirà in più ogni titolare e da quale giorno potrà ritirare la propria indennità

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Come ogni anno a gennaio ci saranno delle novità per quanto riguarda i trattamenti pensionistici che vengono rivalutati in base all’inflazione. Molti pensionati hanno cercato di sfruttare al meglio le tredicesime e gli aumenti previsti contro il caro-vita.

Con Natale ormai archiviato e l’imminente festa di Capodanno, si pensa già al prossimo accredito. Vediamo quali sono le informazioni più importanti tra importi e date.

Pensioni: quando arrivano i soldi

Chi riceve la pensione sul conto corrente, dovrà attendere il 2 gennaio. Il 1, infatti, essendo festivo, non è un giorno bancabile. Dal 2 si comincerà a lavorare la pratica del trattamento che sarà dunque materialmente disponibile dal giorno 3.

Chi si reca presso l’ufficio postale dovrà attenersi come sempre al calendario in base alla lettera del cognome. Potranno ritirare i soldi già il giorno 2 i cittadini titolari di pensione dalla lettera A alla B, dalla C alla D il 3 gennaio, dalla E alla K il 4 e dalla L alla O il 5.

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Chi rientra tra le lettere P e R, dovrà andare il 7 gennaio ma solo di mattina perché è sabato. Si riprenderà lunedì 9 con le lettere dalla S alla Z.

Con la manovra economica ora in discussione in Parlamento (approvata dalla Camera dei Deputati, martedì 27 il testo arriva al Senato), il governo ha modificato il sistema di adeguamento delle prestazioni all’inflazione. Non ci saranno più tre fasce ma sei.

Per le pensioni fino a 4 volte il minimo – cioè 2.100 euro lordi mensili – l’adeguamento viene confermato pieno, cioè al dell’inflazione: previsto dunque un aumento del 7,3%. Questa percentuale è stabilita da un Decreto del Ministero dell’Economia di novembre scorso.

Per le pensioni fino a 5 volte il minimo (massimo 2.625 euro lordi) la rivalutazione sarà dell’85% mentre prima era dell’80%. Ciò che cala è l’adeguamento per le restanti 4 fasce. Le pensioni tra 5 e 6 volte il minimo (fino a 3.150 euro lordi) ecco una rivalutazione del 53%, quelle tra 6 e 8 volte il minimo – fino a 4.200 euro -è previsto un un adeguamento del 47%.

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Tra le 8 e le 10 volte il minimo (fino a 5.250 euro) si cala di dieci punti percentuali, al 37%, e infine per le pensioni oltre a 10 volte il minimo la rivalutazione sarà del 32%.