Stangata Apple: questo Paese ha chiesto un conto pesante

Arriva imprevisto, ed imprevedibile, un durissimo colpo, una vera e propria stangata, per il colosso tecnologico per eccellenza: la Apple. Ecco di cosa si tratta ed il motivo

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Stangata Apple (Foto AdobeStock) – BonificoBancario.it

Finisce nel peggiore dei modi il 2022 della Apple. Il colosso di californiano di Cupertino, infatti, secondo quanto riferisce uno dei principali siti di informazione dedicati alla tecnologia, dovrà lasciare sul campo una parte cospicua del proprio fatturato.

La Apple, sempre secondo quanto riferisce il sito, ha commesso un grave errore tecnico, parliamo di tecnica commerciale, che l’ha in maniera improvvida, esposta ad una salatissima multa, multa a cui peraltro si aggiunge un aumento della tassazione complessiva.

Morale della favola, l’azienda fondata nel 1976 da Steve Jobs, Steve Wozniak e Ronald Wayne, ed oggi diretta da oggi dal presidente Arthur Levinson, dall’amministratore delegato Tim Cook e dal direttore finanziario Luca Maestri inizierà il 2023 nel peggiore dei modi. Ecco perché

Apple, stangata da 92 milioni di euro

Il danno che sta per colpire Apple si è generato in Giappone ed a rivelarne la forma e la sostanza è il popolare sito Asia Nikkei. Secondo quanto apprende la Redazione di Bonifico Bancario nella traduzione dell’ordinanza la Apple riceve dal fisco giapponese una vera e propria stangata.

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Parliamo di una multa di 13 miliardi di yen che corrispondono a poco meno di 100 milioni di euro. Parliamo di una minima parte del fatturato complessivo dell’azienda californiana che viaggia verso i 124 miliardi di euro. Ma una parte cospicua del valore generato nella terra del Sol Levante. Un valore di 9 miliardi di euro.

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Il motivo della multa è legata alla vendita a fornitori (essenzialmente le grandi catene commerciali) degli iPhone, vendita per la quale per un errore tecnico, non sappiamo quanto voluto, ha versato una tassazione inferiore al previsto.

L’errore è stato scoperto attraverso l’acquisto da parte di un turista, il quale, abituato ad acquistare telefoni all’ingrosso presso gli Apple Store si è reso conto di aver versato una cifra superiore rispetto a quanto fatturato.

In sostanza l’uomo si è trovato tra le mani una fattura con tassa al 10% ma in pratica ha pagato tasse per il 20% del valore della merce acquistata. Fatta la segnalazione la vicenda ha scalato i vari livelli di alert fino all’Ufficio centrale delle tasse del Giappone. Da li il ricalcolo e la notifica della cifra corretta da pagare con annessa multa.