Pensioni minime, che fine fanno i 1000 euro promessi da Silvio

Il leader di Forza Italia, già durante la scorsa campagna elettorale, aveva sostenuto con forza l’innalzamento delle pensioni.

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Silvio Berlusconi (Screenshot video) – Bonificobancario.it

Dopo il recente insediamento, come è stato ribadito più volte, il governo Meloni è stato assolutamente impegnato su più fronti, ma soprattutto a delineare ogni punto della cosiddetta legge di Bilancio 2023.

Si è trattato, quindi, di un periodo piuttosto lungo che ha permesso, però, alla fine, di vincere anche in Senato, con, per l’appunto, l’approvazione della Manovra da parte del Parlamento.

A tal proposito, in una dichiarazione di qualche giorno fa, anche Giancarlo Giorgietti, nonché ministro dell’Economia e delle Finanze, si è definito soddisfatto di questo percorso effettuato in tempi brevi e in un momento storico assolutamente non facile per l’Italia.

Così, non poteva nemmeno mancare la questione delle pensioni, una tematica davvero importante che riguarda, quindi, tutti coloro che sono in stato di quiescenza.

Insomma, in questo documento pare che ci siano stati degli aggiustamenti a quello che era stato deciso in precedenza. Ma non solo, perché c’è anche una novità da non sottovalutare.

Gli altri dettagli

Ci stiamo riferendo, quindi, a Quota 103, una formula nuova di zecca che potrà essere utilizzata a partire dal prossimo 1° gennaio 2023 da chi ha spento già più di settantacinque candeline e ha quarantun’anni di versamenti alle spalle.

Tuttavia, Forza Italia, già nella scorsa campagna elettorale, aveva ripetutamente parlato di pensioni minime e dell’innalzamento di queste ultime fino a 1000 euro. Silvio Berlusconi, infatti, poco tempo fa, aveva affermato di dover fare tutto il possibile per arrivare a questo traguardo.

Insomma, il leader azzurro avrebbe decisamente voluto che ciò si realizzasse entro il termine della legislatura. Anche se, per alcuni, potrebbe rimanere soltanto una chimera.

Secondo quanto viene riportato, infatti, probabilmente potrebbe essere troppo oneroso per l’Inps sostenere tredici mensilità costituite da tale somma di denaro.

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Intanto, però, perlomeno pare proprio che qualche passo avanti si sia fatto. In effetti, a partire dal 2023, le pensioni minime non potranno essere inferiori a 600 euro per i pensionati che hanno almeno compiuto 75 anni d’età.