SuperBonus 110%, c’è la proroga: fino a quando potete sfruttarla

Qual è il termine ultimo per presentare la documentazione relativa al Superbonus 110% per il 2022? Col Milleproroghe la scadenza slitta.

Scadenza documentazione Superbonus 110 marzo 2023
(Adobe – bonificobancario.it)

Col il decreto Milleproroghe il governo ha introdotto una novità in materia di Superbonus 110%. Tale incentivo, introdotto per la prima volta dal Movimento 5 Stelle, è pensato per finanziare lavori di adeguamento energetico su case unifamiliari e condomini. Per presentare la documentazione relativa ai lavori iniziati o portati a termine nel 2022, l’esecutivo ha fissato la scadenza a marzo 2023.

Inizialmente il termine ultimo era il 16 marzo, ma con il Milleproroghe (emendamento approvato il 7 febbraio) è stato prorogato al 31 marzo 2023. Si tratta di una notizia in parte buona e in parte negativa, soprattutto a fronte del fatto che si era parlato di una proroga fino al 30 giugno 2023. Ciononostante la misura non è andata al voto in parlamento e l’ultima data utile sarà, in definitiva, quella del 31 marzo.

Superbonus 110%: la data definitiva per presentare la documentazione per lavori del 2022

A ciò bisogna aggiungere che lo slittamento dal 16 al 31 marzo interesserà solo alcune pratiche specifiche. In particolare quelle che abbiano asseverato almeno il 30% dei lavori entro settembre 2022. Il termine del 31 marzo per la presentazione dei documenti all’Agenzia delle Entrate interesserà anche altre forme di finanziamento edilizio statali. In particolare:

  • bonus ristrutturazioni ordinario al 50%;
  • Ecobonus, Sismabonus, Bonus facciate e Bonus barriere architettoniche al 75%.

In materia di Superbonus, inoltre, il governo ha deciso alcune modifiche relative alla percentuale di finanziamento dei lavori. Da 110%, è stato infatti trasformato in Superbonus 90%.

Ad oggi le pratiche riguardanti il Superbonus 110% bloccate sono numerosissime. Altrettante sono le cause intentate ai danni delle aziende edilizie da parte dei cittadini, preoccupati di perdere i propri benefici fiscali in materia di Superbonus e di dover rimborsare eventuali crediti all’Agenzia delle Entrate qualora il fisco riscontri problemi di adeguamento energetico degli immobili.

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Secondo i dati Enea, si parla di cifre comprese tra i 5 e i 15 miliardi di euro di buco per 30mila cantieri e circa 25mila aziende, di cui quali la metà rischia il fallimento.

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