Bonus Carburante 2023: domande in scadenza il 13 marzo, ma serve questo requisito

Può essere, di certo, una buona occasione per tutti coloro che lavorano in uno specifico ambito. Vediamone i particolari.

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Erogatori di carburante (Pixabay) – Bonificobancario.it

Si è parlato molto, in questo ultimo periodo, del cosiddetto caro carburante che sta mettendo in difficoltà gli automobilisti.

D’altra parte, già da svariati mesi a questa parte, i prezzi della benzina e del diesel sono saliti alle stelle, danneggiando ulteriormente le finanze del popolo italiano.

Eh sì, perché, in effetti, c’è chi ha necessariamente bisogno del proprio veicolo per spostarsi quotidianamente e recarsi, per dirne una, sul posto di lavoro.

Non tutte le località, infatti, dispongono di un adeguato servizio di mezzi di trasporto pubblico, soprattutto quelle di dimensioni minori e che magari si trovano in luoghi piuttosto sperduti.

Il precedente Governo, capitanato da Mario Draghi, quindi, aveva cercato, perlomeno, di venire un po’ incontro a tale problema, istituendo il taglio delle accise.

Cosa che, però, come abbiamo visto, non è stato rinnovato con l’insediamento dell’esecutivo di centrodestra di Giorgia Meloni. Senza contare che, a partire dal 1° gennaio 2023, sono aumentate persino le tariffe dei pedaggi di alcuni tratti autostradali.

Comunque sia, a subire questa situazione difficile non sono di certo soltanto i privati, bensì, per l’appunto, anche le imprese di autotrasporti.

Il contributo proposto dal MIT

A tal proposito, quindi, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha deciso di erogare un Bonus Carburante, disponibile fino al prossimo 13 marzo, per le aziende che si occupano di trasporto di persone, caratterizzate da autobus M2 e M3, nonché a basso impatto ambientale.

Il budget messo a disposizione per questo scopo, secondo alcune fonti, sarebbe di ben 15 milioni di euro e, al momento, si può fare domanda, accedendo alla piattaforma proposta da Consap Contributo Acquisto Carburante Bus 2022.

Il contributo in questione, quindi, copre fino al 20% della spesa sostenuta ed è possibile ritirarlo una sola volta a impresa.

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Insomma, diciamo che, visti i tempi che corrono, questa può essere una buona opportunità per tamponare alcuni costi che, d’altro canto, attualmente sono diventati abbastanza insostenibili anche per chi, per l’appunto, si occupa di servizi di tale natura.

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