L’estinzione è il male del secolo. Le percentuali sono impressionanti, bisogna correre ai ripari

L’apocalisse degli insetti, un grave fenomeno urlato a gran voce ma del quale nessuno sembra voglia parlare.

Farfalla a terra
Farfalla a terra (Foto da Pixabay)

L’11 gennaio 2021 vennero pubblicati simultaneamente una serie di articoli scientifici riguardanti l’apocalisse degli insetti. Il nome non è stato scelto a caso dato che si tratta di un vero e proprio calo del numero di questi invertebrati che avrà gravi conseguenze ecologiche ed economiche a livello globale.

Gli effetti descritti per questo fenomeno saranno devastanti per la biodiversità del nostro pianeta, e per chiunque abbia una minima conoscenza di ecologia, saprà che gli effetti sulla biodiversità si riversano spietatamente sulla vita di tutti gli organismi, compreso l’uomo.

Anche se, come accade per molti studi scientifici, quelli pubblicati su questo argomento evidenziano delle controversie c’è un punto sul quale i dati parlano chiaro e sul quale nessuno sembra possa mettere bocca. Stiamo accennando alla velocità con cui le specie di insetti stanno scomparendo, sembra infatti che le stime riportino una percentuale di morte degli individui pari all’1-2% l’anno.

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Conoscendo a grandi linee il numero delle specie e degli individui che le compongono sarà facile risalire a un numero concreto delle perdite che si riscontrano giorno dopo giorno. Un po’ più complesso, ma pur sempre fattibile, quantificare in modo chiaro l’impatto della decadenza del loro lavoro nell’ecosistema per la vita di ognuno di noi.

Cause sull’apocalisse e possibili soluzioni

Coccinella su un fiore
Coccinella su un fiore (Foto da Pixabay)

Tra le maggiori cause accertate ci sono i cambiamenti climatici, l’inquinamento di vario genere, l’uso del suolo e ovviamente l’arrivo di specie invasive. Tutte cause riconducibili a un mancato interesse verso la ricerca scientifica che potrebbe fornire risposte chiare e soluzioni che mettano d’accordo le varie parti.

Altro fattore importante che ne consegue è la disinformazione. C’è un generale timore e scarsa considerazione del mondo invertebrato che porta a un disinteresse allarmante. Lo sfruttamento dell’ambiente per esigenza spesso non riesce a considerare le necessità dell’ambiente stesso, ma una buona informazione generata da studi scientifici attendibili potrebbe colmare lacune, togliere timori infondati e regalare una vita più equilibrata.

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Ѐ passato quasi un anno dall’allarme lanciato da più di 50 scienziati. La maggior parte dei biologi concorda sul fatto che il pianeta è entrato nel sesto evento di estinzione di massa. Nulla di strano se non fosse per il fatto che questa estinzione potrebbe essere causata dall’uomo e sull’uomo andrà a gravare. Si resta ancora in attesa di misure volte ad arginare una tale apocalisse.