Pensioni, scendono gli anni di contributi: a chi è rivolta la riforma

Gli edili potrebbero vedere agevolato il proprio accesso alle pensioni: l’ipotesi che si fa strada per il settore delle costruzioni.

Cantiere
(PIRO4D – Pixabay)

Gli edili potrebbero andare in pensione con soli 30 anni di contributi versati. È questa l’ipotesi che si fa sempre più strada nel sistema pensionistico del comparto delle costruzioni potenzialmente in vigore a partire dal prossimo anno.

Una vera e propria rivoluzione rispetto a quanto, invece, sino ad ora previsto. Ma di cosa si tratta nel dettaglio?

Pensioni lavoratori edili: basteranno solo 30 anni di contributi

Inps
(cristianstorto – Adobe Stock)

Il Presidente del Consiglio Mario Draghi ha incontrato il Ministro del Lavoro Andrea Orlando per definire i contorni del sistema pensionistico. In particolare, tema di discussione sarebbe la maggior specificità di quelli che sono i lavori da classificare come gravosi.

Stando a quanto riporta la redazione di Investire Oggi, tra questi rientrerebbe anche la categoria degli edili i quali effettuerebbero lavori altamente usuranti e che richiedono, pertanto, una maggior tutela. Per tale ragione, dunque, la soluzione pensata sarebbe quella di abbassare il requisito dei contributi, scendendolo a 30 anni.

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Attualmente il sistema prevede che coloro i quali compiono lavori gravosi possono accedere all’Ape allorquando ricorra il requisito dell’età anagrafica fissata in 63 anni ed almeno 36 anni di contributi versati. Un sistema troppo gravoso che necessità di essere rivisto.

Quanto all’età, quest’ultima non subirà variazioni, saranno gli anni di contributi a scalare a 30. Gli edili, però, potrebbero essere solo una delle tante categorie ad essere inserite in quella lista definita di “lavori usuranti”.

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A determinare la possibilità di accedere o meno prima al pensionamento in virtù dei contributi, anche il periodo trascorso eseguendo quel lavoro. Ad esempio, a parità di mansioni di certo sarà agevolato chi è nel settore da molti anni, rispetto a chi vi avrebbe fatto ingresso solo poco tempo prima di maturare il requisito.

In sintesi questo resta un punto caldo perché il riconoscimento o meno dello status andrà ad incidere – quantomeno per gli edili- su ben sei anni di contributi. Un lasso di tempo di non poco conto.