1.000 lire Montessori e il loro grande valore

L’emblema della Montessori sulle 1.000 lire. Una banconota che negli anni ha assunto un grande valore e che nel tempo potrebbe aumentare.

Vecchie lire
Vecchie lire (Foto da Pixabay)

Entrando nell’immaginario comune rappresentano per eccellenza l’emblema del vecchio conio. Le 1.000 lire hanno avuto diverse versioni ma quella della Montessori è certamente la rappresentazione che più rispecchia gli anni della Lira.

La produzione della banconota da 1.000 lire con il volto della pedagogista e scienziata italiana è iniziata nel 1990 e si è fermata nel 1998. Nonostante ciò questa banconota è rimasta in vigore d’uso fino al 2002 quando l’euro andò a sostituire definitivamente la lira.

La banconota da 1.000 lire rappresentava il taglio più piccolo della lira nel suo formato ma anche quello più usato. Era utilizzato anche come parametro di riferimento monetario allora e anche oggi quando viene fatto il confronto con l’euro.

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE ->Gettoni telefonici, impara a riconoscere quelli da collezione e diventa ricco!

Le 1.000 lire Montessoriane quindi hanno acquisito nel tempo un valore interessante, sia per la banconota di per sé che per la storia che le circonda.

Il valore delle 1.000 lire Montessori

1000 lire Montessori
1000 lire Montessori (Foto da Pixabay)

Per valorizzare gli esemplari che certamente in molti avranno conservato, bisogna controllare il numero di serie. Ovviamente le più ricercate sono quelle che fanno parte delle prime produzioni e quindi riconoscibili dalle lettere AA che aprono il numero di serie e la lettera A che lo chiude. Queste possono valere fino a 40 euro.

Da tenere d’occhio quelle che invece fanno parte della “serie sostitutiva”. Si tratta di produzione messe in atto per andare a sostituire le banconote ritenute danneggiate. Queste si riconoscono per il numero di serie che inizia con la lettera X.

LEGGI ANCHE ->Sportelli automatici off-limits. Cosa fare

Infine troviamo quelle con numeri di serie XA A, XB A, XC A, XD A, che se mantenute in ottime condizioni possono valere anche 200 euro. Se le condizioni non sono paragonabili al nuovo, allora il loro valore scende anche della metà. Da non dimenticare che se hanno un valore oggi, a circa vent’anni dall’entrata in vigore dell’euro, nulla toglie che tra qualche anno possano valere ancora di più.