Shakerando, tormentone virale: incredibile quanto guadagna Rhove

Il brano si chiama Shakerando ed è diventato tormentone virale: incredibile quanto guadagna Rhove, il trapper del successo.

rhove
(Instagram)

Trenta milioni di ascolti su Spotify, oltre venti milioni di visualizzazioni del video su YouTube: lui è Rhove, il trapper col passamontagna che sta facendo decollare il suo tormentone Shakerando. Il brano prodotto da Voluptyk è stato messo online su YouTube ormai quattro mesi fa, ma il tormentone è esploso appena da qualche settimana, sostituendo quello che sembrava ormai l’inossidabile singolo che scorazzava su tutti i social, ovvero Tu comm’a me di Gianni Celeste, ormai noto a tutti come Povero Gabbiano.

Il successo travolgente di Shakerando vale un mucchio di soldi

Giacca coi colori sociali del Barcellona e passamontagna da biker in testa, Rhove è diventato il nuovo giovane fenomeno della scena trap del nostro Paese e Shakerando da un mese circa è costantemente al primo posto nella classifica dei video musicali di YouTube. Impossibile davvero fare i conti in tasca al trapper, anche se sicuramente il suo singolo vale ormai un bel po’ di soldi. Il giovane di Rho, nell’hinterland milanese, all’anagrafe Samuel Roveda, ha delle produzioni che sono diventate virali già prima di Shakerando.

Basti pensare ai numeri che ha conquistato il precedente singolo Jungle, poi ancora quelli di Cancelo, per rendersi conti che il trapper è davvero un fenomeno destinato a far parlare di se stesso ancora per diverso tempo. Spiega di puntare su un rap più propositivo e che lanci messaggi positivi e ha affermato in alcune interviste di preferire l’adrenalina degli sport estremi al consumo di sostanze stupefacenti. Insomma, questo ragazzo classe 2001 è riuscito a entrare già nel cuore di centinaia di migliaia di follower e i suoi guadagni – che sono comunque difficili da quantificare – sono davvero alti.

Ogni ascolto sulla piattaforma Spotify vale tra i quattro e i sette centesimi, ma chiaramente sarebbe sbagliato calcolare questa cifra per 30 milioni di ascolti finora totalizzati. Infatti, vanno quantificati solo quelli che provengono dagli abbonati a quelle cifre, non solo: è anche evidente come non tutto finisca all’artista, ma dietro di lui ci sono etichette, produzioni, ecc che ugualmente guadagnano da quegli ascolti. Più o meno lo stesso discorso va fatto poi per YouTube.