Reddito di cittadinanza, 500 euro: non immagini quanti riescono a ottenerlo

Reddito di cittadinanza, 500 euro a famiglia. Soldi che in periodi di crisi come questi fanno più che comodo

Reddito di Cittadinanza
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Sarà ricordata come una delle misure più dibattute in Italia. Amata da tanti, osteggiata da molti, la legge sul Reddito di Cittadinanza da tre anni scatena gli italiani tra chi la difendono e chi la attacca. Per comprendere la vastità dell’intervento, basta guardare i dati ufficiali delle persone coinvolte pubblicati dall’Osservatore Inps sul Reddito di Cittadinanza.

A maggio i nuclei beneficiari di Reddito di Cittadinanza sono stati 1,05 milioni in totale e 2,25 milioni di persone. L’importo medio è stato di 542 euro. Per la Pensione di Cittadinanza invece l’importo medio ha raggiunto 273 euro.

I numeri fotografano una situazione in calo rispetto al mese precedente. Ad aprile infatti il RdC è stato erogato per 255mila nuclei in più. L’Inps spiega questa modifica di numero con il fatto che le famiglie non più beneficiarie hanno terminato il periodo di 18 o 36 mesi.

Chi ha fatto domanda per riottenerlo sono poi quasi 200mila persone. È dunque verosimile che a partire da luglio siano riconteggiati nuovamente.

Reddito di cittadinanza, i dati

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Il 46,66% dei nuclei che a maggio hanno avuto il Reddito (oltre 490mila famiglie) è composto da un solo componente. I nuclei che hanno oltre cinque componenti sono 70mila.

Da qualche mese è stato cambiato anche il passo per i controlli e ci sarà maggiore collaborazione tra l’Inps e il Ministero della Giustizia. L’Istituto invierà l’elenco di tutti i beneficiari per la verifica del casellario centrale. Sotto la lente d’ingrandimento dunque le condanne passate in giudicato da almeno dieci anni o procedimenti in corso.

In questi anni di Reddito, infatti, non sono mancati i casi di cittadini che hanno percepito il reddito impropriamente perché parenti di chi ha subito condanne per reati pesanti. Non sono mancati casi in cui gli stessi beneficiari avevano avuto condanne per fatti di mafia.

L’Inps ha fatto sapere che la trasmissione delle informazioni avviene nel pieno rispetto della normativa sulla privacy e che informazioni passeranno attraverso un circuito privato virtuale sicuro. I controlli avverrano fin da subito, anche su chi farà la domanda per la prima volta. In caso di anomalie ci sarà subito la revoca.