Pignoramenti, da oggi 22 giugno tutto si complica

Pignoramenti sotto le nuove regole a partire dal 22 giugno. Vediamo nel dettaglio

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(foto Instagram)

I pignoramenti presso terzi, in base alla legge delega n. 206/2021 (art. 32) che stabilisce nuove disposizioni sul processo civile, entrano in una nuova fase con le norme recentemente entrate in vigore. In particolare sono stati aggiunti due commi che rendono inefficace il pignoramento in caso di omissioni di alcune formalità. L’atto di pignoramento presso terzi ha la funzione di imporre sul credito del debitore esecutato un vincolo di destinazione. In sostanza si applica una sorta di cessione forzata del credito.

Il pignoramento presso terzi riguarda quindi i crediti che il debitore ha verso terzi oppure cose in possesso di terzi. La procedura prevede che si richieda al terzo di versare direttamente all’Agenzia delle Entrate quanto da lui dovuto al debitore. In realtà esistono due tipologie di attuazione del pignoramento. Una prevede appunto il pignoramento dei crediti del debitore, l’altra l’espropriazione dei beni mobili del debitore.

Pignoramenti presso terzi, novità con le nuove norme: vediamo cosa cambia

LE NOTIZIE IMPORTANTI DA NON PERDERE OGGI:

Tornando ai due commi 5 e 6 che sono stati aggiunti all’articolo 543 del cpc, essi inseriscono nuovi adempimenti a carico del creditore. E nello specifico il comma 5 stabilisce che il creditore debba notificare al debitore e al terzo l’avvenuta iscrizione a ruolo entro la data dell’udienza. Altra incombenza per il creditore è quella di inserire nel fascicolo dell’esecuzione l’avviso notificato. In mancanza di queste due specifiche attività il pignoramento diventa inefficace.

Il comma 6 si occupa del caso in cui vi siano più terzi e allarga la procedura specificata nel comma 5 con gli obblighi per il creditore, a tutti i terzi coinvolti. In caso di mancata notifica o di mancato deposito di avviso per quel terzo il pignoramento non potrà essere efficace.

E’ chiaro l’obbiettivo di queste nuove norme. Velocizzare la liberazione dei beni sottoposti a pignoramento ed evitare di ricorrere ad un giudice. Siamo quindi nell’ambito dello snellimento delle procedure a cui la riforma ambisce. Primi passi verso il futuro procedurale rinnovato e sburocratizzato.