Gas, non solo Russia: anche la Norvegia mette in ginocchio l’Europa

Nel benchmark olandese il prezzo del Gas ha superato i 170 euro: purtroppo la guerra in Ucraina non è la sola ad incidere sul rincaro.

Gas Norvegia problemi erogazione
(Steve Buissinne – Pixabay)

Non sarebbero solo le decisioni della Russia sulle erogazioni ad aver inciso sul costo Gas. Ad oggi, stando a quanto emerso dal benchmark olandese, il gas sarebbe arrivato ad un costo di scambio di 174 euro a megawattora. Un quadro che torna a far tremare l’Europa adesso alle prese con una nuova crisi. I futures sono schizzati fino al 3,7% per il quinto anticipo consecutivo ed i mercati energetici sono in agitazione a causa dell’assenza di scorte. Anche in Asia i prezzi sarebbero giunti alle stelle.

Eppure, in queste ultime ore, sotto i riflettori sarebbe finita un’altra Nazione sotto i riflettori: la Norvegia. Perché?

Gas, Norvegia e Russia principali indiziate per l’aumento dei costi

LE NOTIZIE IMPORTANTI DA NON PERDERE OGGI:

Anche dalla Norvegia vi sarebbero problemi per quanto attiene i flussi di erogazione del Gas. La grande distributrice Equinor avrebbe iniziato a chiudere ben tre dei suoi stabilimenti all’esito degli scioperi attivati dai suoi lavoratori, riporta la redazione di Money.it. Questo altro non ha fatto che ulteriormente intensificare l’aumento dei prezzi.

In particolare, ad essere coinvolte dallo sciopero, la produzione di 89.000 barili di petrolio al giorno a Gudrun, Oseberg South e Oseberg East. Non solo, per le sigle sindacali scandinave si potrebbe anche intensificare ulteriormente il blocco.

Questa protesta si registra in un momento di cristallo dove all’esito della decisione di Mosca di interrompere i flussi, la Norvegia era l’ultima ancora di salvezza.

Il sindacato Lederne ha reso noto che i suoi associati potrebbero portare lo sciopero in altre tre sedi, per un totale di sei giacimenti paralizzati, e questo fino a martedì prossimo. Il che significherebbe una vera e propria tragedia.

Ma qual è il motivo di queste manifestazioni di protesta? I lavoratori esigono aumenti dello stipendio a causa dell’impennata del valore dell’inflazione e del costo delle materie prime.