Sara Croce è salva: nessuna causa, nessun risarcimento record

Sara Croce non dovrà più preoccuparsi della questione giudiziaria che l’ha vista coinvolta negli ultimi anni

Sara Croce
Foto Facebook

Non ci sarà il processo a carico di Sara Croce. Il magnate Hormoz Vasfi rinuncia a fare causa contro la showgirl sua ex fidanzata.

Ero grossa la cifra richiesta come risarcimento danni ma il miliardario ha cambiato idea e l’ex volto di Canale 5 può tirare un sospiro di sollievo.

I fatti risalgono al settembre 2019 quando il petroliere puntò il dito contro la giovane e sua madre, Anna Maria Poillucci, chiedendo un risarcimento milionario. Il motivo? Erano accusate di aver allacciato una relazione amorosa solo per ottenere vantaggi economici dall’uomo.

Simona Caterbi è il giudice civile di Pavia che ha dichiarato “la cessazione del contendente per intervenuta rinuncia all’azione da parte dell’attore“. Il miliardario è anche stato obbligato a risarcire la Croce e la mamma per le spese legali pari a 27.364 euro, più le spese generali. La rinuncia all’azione legale quindi pone fine alla vicenda e non ci sarà alcun processo.

Sara Croce, stop al processo: i fatti

LE NOTIZIE IMPORTANTI DA NON PERDERE OGGI:

Ma com’è nato il caso? Al centro delle vicenda dei regali molto costosi. Secondo Hormoz Vasfi sarebbe rimasto vittima di una truffa. Tante le attenzioni per la nuova fidanzata come un gioiello Bulgari da 50mila euro o un orologio e un bracciale Cartier.

Tra i soldi chiesi indietro anche tanti viaggi in giro per il mondo, da Dubia a Parigi, poi auto e oggetti anche per la madre dell’ex Bonas di Avanti un altro, il programma mediaset condotto da Paolo Bonolis.

Il fidanzamento sarebbe stata una messinscena, senza un vero sentimento, sosteneva lui, con il solo fine di avere una vita lussuosa. Il danno patrimoniale richiesto era stato quantificato in 1.051.548,72 euro.

Ora la rinuncia da parte di Vasfi cambia tutto. Non solo non avrà il suo milione di euro ma al contrario dovrà sborsare quasi 30mila euro.

Non si conoscono al momento i motivi che hanno portato alla rinuncia, ma certamente Sara Croce ha evitato una bella grana giudiziaria che avrebbe richiesto molto tempo e tanti soldi.