“Tassa” sul gelato: 50 centesimi se lo paghi così

Tassa sul gelato: in alcuni casi è prevista una maggiorazione da parte delle attività. Il caso che scatena le polemiche

Screen Instagram

Da quando il 30 giugno scorso è entrata in vigore la legge che obbliga commercianti e professionisti ad eccettare i pagamenti con la carta se i clienti lo desiderano, oltre alle polemiche sono seguiti anche i primi effetti.

Ma andiamo con ordine e vediamo cosa dice la norma, facendo chiarezza perché non è mancata confusione. Innanzitutto non c’è l’obbligo di pagare con la carta. L’obbligo è di chi vende, beni o servizi, di accettare i soldi digitali se il cliente vuole pagare con queste modalità. Non significa che il contante è abolito come qualcuno sul web fa credere.

Per qualsiasi cifra si può pagare con la carta. In caso di rifiuto ecco una multa pari a 30 euro più il 4% della transazione rifiutata. Un caso di attività multata c’è stato in una gelateria in Veneto. Ma come avviene il controllo? Ovviamente è difficile per non dire impossibile la verifica da parte delle forze dell’ordine se c’è il rispetto della regola. Quindi solo il cliente, in caso di rifiuto, può denunciare chiamando la Guardia di Finanza.

La legge doveva entrare in vigore il 1 gennaio 2023 ma nell’ambito della lotta all’evasione fiscale, il governo Draghi aveva deciso di anticipare i tempi.

“Tassa” sul gelato: il caso di Sanremo

LE NOTIZIE IMPORTANTI DA NON PERDERE OGGI:

Una nuova polemica investe ora una gelateria di Sanremo. Il caso è nato dopo il racconto su Instagram da parte della giornalista Selvaggia Lucarelli. Ha “denunciato” l’attività che aumenta il prezzo del gelato di 50 centesimi se il cliente vuole pagare con la carta.

A suscitare ancora più polemiche è che la gelateria ha annunciato della maggiorazione per chi vuole pagare con il bancomat tramite un cartello affisso in bella mostra. Come se non bastasse, uno dei due titolari dell’attività sarebbe un commercialista.

La notizia ha fatto il giro dei social ed è stata ripresa dai giornali. A seguito del clamore mediatico, l’attività è stata sottoposta a indagine da parte della Guardia di Finanza e del Garante della Concorrenza e del Mercato. La Lucarelli nelle proprie storie su Instagram ha anche pubblicato screen di utenti del web che hanno criticato la sua denuncia.

I motivi di tale scelta dei titolari? Sempre gli stessi, i costi di commissioni troppo elevati quando il prezzo da pagare non è al di sopra di certe cifre.