Queste persone troveranno soldi scalati dal conto corrente

Per alcuni correntisti, il prossimo anno, l’estratto conto esordirà con un saldo sottratto di questo importo obbligatorio. Di cosa si parla

Queste persone troveranno soldi scalati dal conto corrente
Bancomat (Foto Adobe)

L’attenzione applicata nella lettura dell’estratto conto costituisce un periodico rituale al quale tutti i correntisti si prestano. D’altronde, l’oggetto del rapporto di cautela è rappresentato dai risparmi e la loro gestione, in realtà, è la gestione delle spese ad essi legate. I titolari di conto corrente, bancario e postale che sia, sono naturalmente inclini a ricercare depositi sempre convenienti, che non incidano eccessivamente sulla giacenza.

I canoni annui di gestioni, le commissioni degli istituti sui bonifici e sulle altre tipologie di uscita, nonché i tassi di interesse applicati, sono costantemente monitorati dai clienti delle banche e della posta, in modo da cogliere per tempo l’eventuale segnale d’allarme che porterà di conseguenza alla decisione di chiudere il conto e aprirne uno nuovo presso un altro istituto.

Su queste giacenze è applicata questa imposta trimestrale

LE NOTIZIE IMPORTANTI DA NON PERDERE OGGI:

Come i correntisti sanno, a volte i costi di gestioni trovano un legame con l’accesso dei titolari stessi al credito, financo ai relativi obblighi di legge. Lo Stato regolamenta in maniera piuttosto stringente l’uso dei depositi: la normativa antiriciclaggio monitora le entrate e le uscite degli importi, in chiave di trasparenza nella lotta all’evasione fiscale e ai pagamenti a nero.

Una stessa donazione (eventualmente, effettuata con regolarità) di un genitore al proprio figlio, se non adeguatamente giustificata tramite una causale chiara può far insospettire l’Agenzia delle Entrate. Anche i normali acquisti sono opportunamente tracciati dai sistemi di pagamento elettronico. Ma se un importo scalato dal conto non risulta all’attenzione del titolare, non è detto che si tratti necessariamente di un caso di accessi fraudolenti.

È possibile, infatti, che si tratti di una delle imposte applicate ai conti correnti: l’imposta di bollo. Essa viene addebitata sui conti che superano annualmente una giacenza media dell’importo di 5mila euro; viene altresì applicata con i medesimi criteri sui libretti di risparmio intestati allo stesso soggetto. Ogni istituto di credito la addebita con periodicità variabile, ma prevalentemente l’addebito avviene ogni trimestre, pari a a 8,55 euro. Un modo di aggirare l’imposta resta quello di tenere il deposito sotto la soglia di legge, investendo la somma residua su prodotti finanziari esenti dalla medesima. Sono esenti dal pagamento, pur superando il tetto di 5mila euro, coloro che hanno un ISEE inferiore ai 7.500 euro.